Ambiente

Crotone a secco per tre giorni: l’ennesima falla riaccende la rabbia sulla fatiscente condotta degli anni 50′ del Consorzio di Bonifica

CROTONE – Una ferita aperta che torna a sanguinare, riversando ettolitri d’acqua nei campi e lasciando una città intera con i rubinetti desolatamente asciutti. A partire dalle ore 22:00 di domenica 28 giugno, Crotone sprofonderà in una nuova emergenza idrica che si protrarrà per almeno settantadue ore. Tre giorni di passione. L’ennesimo blackout idrico causato da una vistosa rottura della condotta adduttrice principale DN 2000, arteria vitale gestita dal Consorzio di Bonifica della Calabria.

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Mentre i tecnici si preparano a un delicato intervento d’urgenza per scongiurare un collasso strutturale dell’impianto, tra i cittadini monta l’indignazione. E la domanda, ormai, sorge spontanea, quasi inevitabile: dove finiscono i soldi dei contribuenti? Il Consorzio di Bonifica, che da sempre trae un profitto a dir poco cospicuo dalla gestione di questa risorsa, ha mai realmente pianificato un ammodernamento serio di una rete ormai fatiscente? O si continuerà a rincorrere l’emergenza con rattoppi provvisori su tubature obsolete?

La rabbia sociale è alimentata anche dai paradossi di una filiera idrica complessa e costosa, dove ogni passaggio fa lievitare il prezzo di un bene primario. Il Consorzio, infatti, vende l’acqua ancora “grezza” al nucleo di potabilizzazione. Qui la risorsa viene trattata e, ovviamente, rivenduta con un inevitabile sovrapprezzo alla Sorical. Quest’ultima, a sua volta, la distribuisce a caro prezzo ai singoli Comuni, i quali infine la recapitano nelle case dei cittadini gravata da tasse e tariffe. Un business a catena, insomma. Un percorso tortuoso in cui l’acqua viene pagata profumatamente a ogni stazione di sosta, per poi finire nelle case dei crotonesi a tariffe tutt’altro che popolari, a fronte di un servizio che si interrompe al primo cedimento strutturale.

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Nel frattempo, la macchina dei soccorsi si è messa faticosamente in moto.

Nel pomeriggio di oggi, il sindaco ha convocato d’urgenza il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) di Protezione Civile. Un tavolo tecnico straordinario per tessere una rete di sicurezza attorno a una comunità che rischia di rimanere paralizzata. All’incontro hanno preso parte i vertici della Protezione Civile Regionale, della Croce Rossa Italiana, di Sorical e di Calabria Verde, oltre ai responsabili dei servizi comunali.

Il piano d’azione è chiaro, ma la sfida è complessa. Sotto i riflettori ci sono soprattutto i soggetti più vulnerabili: anziani, malati, strutture sanitarie e servizi essenziali che non possono permettersi un minuto di interruzione. L’Amministrazione comunale ha assicurato che monitorerà costantemente l’evoluzione dei lavori di riparazione, promettendo aggiornamenti tempestivi sulle modalità di approvvigionamento alternativo tramite autobotti.

I tre giorni stimati dal Consorzio per la conclusione dei lavori rimangono, tuttavia, un’incognita legata all’imprevisto. La cittadinanza è invitata a monitorare costantemente i canali ufficiali del Comune per ricevere aggiornamenti in tempo reale. Ma, al di là dei bollettini d’emergenza, resta il nodo politico e strutturale di una gestione idrica che fa acqua da tutte le parti.

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