Strongoli, l’ombra della ‘ndrangheta sul Comune: insediata la commissione di accesso antimafia
L’organo ispettivo, nominato dalla Prefettura di Crotone, avrà tre mesi per analizzare gli atti amministrativi. L’indagine scaturisce dall’inchiesta “Sistema Strongoli” che a maggio 2025 ha svelato presunti intrecci tra la cosca Giglio e l’ex amministrazione. Il sindaco Benincasa: “Atto dovuto, noi siamo trasparenti”.
STRONGOLI – Tre anni dopo l’ultimo scioglimento per mafia, il Comune di Strongoli è di nuovo sotto la lente d’ingrandimento dello Stato. Giovedì 26 marzo si è ufficialmente insediata la commissione di accesso antimafia, nominata dal prefetto di Crotone, Franca Ferraro, per avviare una delicata verifica sulla gestione amministrativa dell’ente.
La commissione, composta dal viceprefetto aggiunto Giorgio Cotroneo, dalla capitana dei carabinieri Martina Iacono, comandante della Compagnia di Cirò Marina, e dal capitano Giuseppe Laurenzano del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, avrà a disposizione tre mesi, prorogabili per un ulteriore trimestre, per esaminare atti e procedure. L’obiettivo è accertare l’eventuale presenza di condizionamenti da parte della criminalità organizzata, un’ipotesi investigativa emersa con forza dall’inchiesta “Sistema Strongoli”.
Il provvedimento prefettizio è infatti una diretta conseguenza del blitz della Dda di Catanzaro del maggio 2025, che ha acceso i riflettori su presunti intrecci tra politica locale e interessi illeciti. L’indagine ha coinvolto figure di spicco della precedente amministrazione, tra cui l’ex sindaco Sergio Bruno, un sottufficiale dei carabinieri, l’ex assessore Francesco Costantino e l’ex responsabile dei lavori pubblici Salvatore Luigi Benincasa, quest’ultimo accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, i tentacoli della cosca Giglio si sarebbero allungati sul Comune, con un interesse particolare per il lucroso settore dei rifiuti.
Per Strongoli si tratta di un capitolo che rievoca un passato recente e doloroso. Il Comune era già stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2018, a seguito dell’operazione “Stige”, sebbene l’allora sindaco Michele Laurenzano sia stato successivamente assolto dalle accuse.
Di fronte alla nuova ispezione, l’attuale sindaco, Francesco Benincasa, rivendica la correttezza del proprio operato. “Penso che sia un atto dovuto e confido nel lavoro della commissione”, ha dichiarato, sottolineando una netta cesura con il passato. “Dal giorno dell’indagine, il 15 maggio 2025, al Comune di Strongoli è cambiato tutto. C’è stata discontinuità”. Benincasa ha ricordato che la sua giunta si è insediata il 10 giugno 2024, dopo un periodo di commissariamento, e ha assicurato l’assenza di qualsiasi infiltrazione nella sua amministrazione.
L’insediamento della commissione coincide con la prima udienza preliminare del processo “Sistema Strongoli”, ora rinviata al 28 maggio. Al termine delle verifiche, qualora emergessero gravi elementi di connessione tra l’amministrazione e la ‘ndrangheta, la Prefettura potrà proporre al governo lo scioglimento del Consiglio comunale. Si apre così una fase cruciale per il futuro della comunità di Strongoli.




