Morire di lavoro, la strage silenziosa: da Cirò Marina un grido per la giustizia e la sicurezza
Una sala gremita trasforma una tavola rotonda in un’assemblea civile. Esperti, istituzioni e cittadini si uniscono per denunciare un’emergenza nazionale: quasi mille morti sul lavoro nel 2025 e un sistema di prevenzione e giustizia che mostra crepe profonde e inaccettabili.
Cirò Marina – Un video crudo sulla sicurezza nei cantieri edili ha aperto l’incontro, un promemoria visivo dei rischi che ogni giorno corrono migliaia di lavoratori. Ma sono stati i numeri a definire la reale portata del dramma in un evento organizzato dalla Misericordia di Cirò Marina e moderato dall’Avv. Giovanna Abruzzino. Con quasi mille incidenti mortali registrati in Italia nel 2025, l’emergenza sicurezza sul lavoro è diventata una strage silenziosa che richiede un’azione immediata e coordinata.
Nonostante l’Italia vanti una legislazione all’avanguardia fin dagli anni ’50, la realtà quotidiana racconta una storia diversa: formazione ridotta a mera burocrazia, morti assurde l’ultimo giorno prima della pensione e tragedie nate da banali incomprensioni linguistiche tra colleghi di nazionalità diversa.
Il cancro invisibile e la giustizia negata
A scuotere le coscienze è stato l’intervento del Dott. Salvatore Marengoni Galdy, oncologo, che ha squarciato il velo su un’epidemia nascosta: il cancro professionale in Calabria. “I numeri sono impressionanti ma ampiamente sottovalutati,” ha dichiarato. “Il vero problema non è la cura, ma il riconoscimento. Oltre il 50% dei tumori di origine professionale non viene mai identificato come tale. Il medico chiede al paziente ‘fuma?’, ma raramente si informa su ‘cosa ha respirato in cantiere trent’anni fa?'”. La sua proposta è tanto semplice quanto rivoluzionaria: introdurre una scheda di anamnesi lavorativa obbligatoria nelle cartelle cliniche, per dare finalmente un nome, una causa e una speranza di giustizia a centinaia di malattie oggi orfane.
Pochi controlli, troppe tragedie
La fotografia della realtà sul campo è stata descritta senza filtri da Bruno Giacomo, Ispettore dello SPISAL di Crotone. Le sue parole hanno confermato la distanza abissale tra le leggi scritte e la loro applicazione. Il dato più allarmante riguarda le risorse destinate ai controlli: per l’intera provincia di Crotone operano soltanto quattro ispettori del lavoro. Un numero esiguo per un territorio vasto e complesso, che trasforma la vigilanza in un’eccezione anziché nella regola.
Al dibattito hanno contribuito attivamente le sigle sindacali con gli interventi di Fabio Tomaino (CONFIAL), Gennaro Madera (CISL) e Raffaele Falbo (CGIL), insieme a professionisti come l’Avv. Carmine Macrì e l’Arch. Serafina Sammarco.
Un punto di partenza, non solo una denuncia
L’evento, patrocinato dal Comune di Cirò Marina, ha visto una partecipazione straordinaria. Il Sindaco facente funzioni, Andrea Aprigliano, ha lodato l’iniziativa, sottolineando la rilevanza degli eventi formativi e informativi per la popolazione. In sala erano presenti cittadini, forze dell’ordine, autorità politiche e religiose, insieme a figure di rilievo come il Consigliere Regionale Sergio Ferrari, il Funzionario della Protezione Civile Francesco Gervasi e il Presidente ANCE di Crotone, Giuseppe Sammarco. A portare la testimonianza di chi opera in prima linea è stata Maria Abbruzzino, Governatore della Misericordia di Cirò Marina.
Il Consigliere Ferrari ha ricordato l’impegno, da ex sindaco, per rendere Cirò Marina una città cardioprotetta con l’installazione di 7 defibrillatori, sottolineando l’urgenza di estendere questo modello di prevenzione anche ai luoghi di lavoro. In questo contesto, Leonardo Braschi, Presidente di IRCOMUNITA’, ha presentato il progetto OT23, che offre un contributo a fondo perduto alle aziende che installano un defibrillatore.
Come sottolineato dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Crotone, Giuseppe Gallo, l’incontro non è stato solo un momento di denuncia, ma un punto di partenza. L’obiettivo ora è redigere un documento programmatico condiviso da sottoporre alle autorità competenti, affinché il grido di allarme partito da Cirò Marina non resti inascoltato e si trasformi in azioni concrete per la vita e la dignità dei lavoratori.




