Tragedia di Catanzaro, un filo di speranza per Maria Luce: la piccola superstite ora respira da sola
GENOVA – Un primo, cauto segnale di speranza arriva dal reparto di Terapia Intensiva dell’Istituto Gaslini di Genova, dove è ricoverata Maria Luce, la bambina di 6 anni unica sopravvissuta alla tragedia di Catanzaro. Nella notte tra venerdì e sabato, la piccola è stata estubata e ha ripreso a respirare autonomamente, e da domenica non è più sotto sedazione.
Sebbene le sue condizioni generali rimangano gravi e la prognosi resti riservata a causa delle profonde lesioni riportate, l’équipe medica che la segue considera le sue prime risposte neurologiche “incoraggianti”. Questi sviluppi rappresentano un passo fondamentale nel difficile percorso clinico della bambina, trasferita d’urgenza al polo pediatrico genovese nella notte tra il 22 e il 23 aprile.
Il trasporto dalla Calabria era stato particolarmente delicato e si era concluso con successo solo grazie alle manovre salvavita messe in atto dai sanitari calabresi, che erano riusciti a stabilizzarla per il viaggio. Una volta giunta al Gaslini, è stata immediatamente sottoposta a sofisticati monitoraggi per proteggere e massimizzare le sue possibilità di recupero, soprattutto a livello neurologico.
“Il Gaslini sta dando a questa bambina le massime potenzialità di recupero,” aveva dichiarato nei giorni scorsi Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento Emergenza e Terapia Intensiva dell’ospedale. Pur sottolineando che “sarebbe sciocco fare previsioni” sui tempi, Moscatelli ha ribadito che l’obiettivo primario è “mantenere condizioni di stabilità ottimali perché lei possa recuperare”.
La direzione sanitaria del Gaslini ha fatto sapere che fornirà aggiornamenti solo in base a significative evoluzioni del quadro clinico, mentre si continua a lottare per il futuro della piccola Maria Luce.





