Raid nella zona industriale, Libera Vibo lancia l’appello: “Non piegheremo la testa, la città risponda presente”
L’associazione condanna il grave atto intimidatorio contro cinque aziende e invita la cittadinanza a partecipare alla fiaccolata del 7 maggio: “Un segnale contro chi vuole soffocare la speranza”
VIBO VALENTIA – Una scia di violenza e intimidazione nella zona industriale al confine tra Vibo Valentia e Jonadi. Nella notte tra mercoledì e giovedì, cinque attività produttive sono state bersaglio di un raid a colpi di fucile calibro 12, esplosi contro saracinesche e vetrate. Un attacco frontale al tessuto economico locale che ha suscitato l’immediata e ferma condanna dell’associazione Libera Vibo Valentia, che parla di “un attacco all’intera comunità sana del Vibonese”.
Secondo l’associazione, non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di “un’escalation che mira a soffocare la speranza e il futuro economico di questa provincia”. In una nota, Libera avanza l’ipotesi che dietro la recrudescenza violenta possa celarsi “un cambio nell’assetto criminale dopo le importantissime operazioni realizzate nel nostro territorio”.
Di fronte a quella che definiscono “protervia criminale”, gli attivisti sottolineano “la dignità e la forza di chi ha deciso di non indietreggiare”. Un appello viene quindi rivolto alle istituzioni: “È necessario che lo Stato garantisca sicurezza e una presenza costante, affinché gli imprenditori non si sentano soli in questa battaglia di civiltà”.
Ma la risposta, per Libera, non deve arrivare solo dall’alto. L’associazione si unisce all’invito della parrocchia di Gesù Salvatore, esortando “tutta la cittadinanza, le associazioni e i rappresentanti istituzionali a partecipare alla fiaccolata mariana del 7 maggio“. L’evento, descritto come “un momento di preghiera e di testimonianza civile”, si snoderà proprio lungo le vie della zona industriale colpita, come segnale tangibile di una comunità che non intende cedere alla paura.





