Cuore Giallorosso Infranto a Bolzano: un altro passo falso lontano dal Ceravolo
Una trasferta amara, un risultato che brucia. Il Catanzaro cade 2-1 allo Stadio Druso contro un Südtirol cinico e spegne quella striscia positiva che aveva riacceso le speranze. Per i tifosi, è un brusco ritorno alla realtà di un 2026 iniziato sotto una cattiva stella.
BOLZANO – C’eravamo illusi. Forse la colpa è nostra, di noi tifosi che viviamo di pane e Catanzaro, che dopo il pareggio un po’ deludente contro la Sampdoria speravamo in un colpo di reni, in una prova d’orgoglio su un campo difficile come quello di Bolzano. E invece, torniamo a casa con le ossa rotte e l’amaro in bocca. Il tabellino dice 2-1 per il Südtirol, ma quello che fa più male è la sensazione di un’altra occasione persa, la terza sconfitta in quattro partite in questo maledetto inizio d’anno.
La partita, valida per la 22ª giornata, ha visto gli uomini di Castori fare esattamente quello che sanno fare meglio: capitalizzare al massimo ogni minima sbavatura. Non si può dire che il nostro Catanzaro non ci abbia provato, ma è mancata la cattiveria, la lucidità, quel guizzo che trasforma una buona prestazione in punti pesanti. Vedere i padroni di casa, spinti dal loro pubblico, trovare la via del gol e difendere il vantaggio con le unghie e con i denti è stato un colpo al cuore.
E pensare che la storia recente era dalla nostra parte. Eravamo imbattuti da cinque scontri diretti, un piccolo record che ci dava fiducia. Ma le statistiche, si sa, restano sulla carta. In campo, il Südtirol ha dimostrato di avere più fame, consolidando la propria classifica e confermando di essere una squadra solida, soprattutto tra le mura amiche.
Per noi, invece, è tempo di riflessioni. Questo terzo ko del 2026 suona come un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. La squadra sembra aver smarrito la brillantezza dei mesi passati, quella capacità di imporre il proprio gioco e di ferire al momento giusto. Ora la classifica torna a farsi più complicata e il morale, inevitabilmente, ne risente.
Non cerchiamo colpevoli, non è nel nostro stile. Ma chiediamo una reazione. Chiediamo di rivedere in campo quella grinta e quell’amore per la maglia che sono il nostro orgoglio. La stagione è ancora lunga, ma non possiamo più permetterci passi falsi. Ora bisogna rialzare la testa, subito, per noi che maciniamo chilometri e perdiamo la voce, e per la storia che questi colori rappresentano. Forza Aquile, ora più che mai.

