Palmi, la reliquia del transito di San Francesco: comunione, missione e un cammino che attraversa la Calabria
PALMI – Un’intensa giornata di fede e comunione ha accolto a Palmi, lo scorso 17 marzo, la reliquia della Terra del Transito di San Francesco d’Assisi. L’evento, ospitato dalla Parrocchia Maria SS. del Rosario dei Frati Minori Conventuali, si inserisce nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del Santo, trasformando la città in una tappa significativa di un pellegrinaggio che sta attraversando l’intera Calabria.
La comunità si è riunita in un clima di preghiera raccolta attorno alla reliquia, portata dai Frati della provincia Calabra provenienti dal Santuario di Sant’Umile di Bisignano. A presiedere la Santa Messa è stato Fra Francesco Alfieri, che guida questo cammino itinerante.
Ad aprire la celebrazione è stato Fra Massimiliano Di Pasquale, che ha subito messo in luce il cuore dell’evento: «Una bella espressione di comunione», ha dichiarato, indicando la presenza compatta dell’intera famiglia francescana, dal prim’ordine ai laici del terz’ordine, fino ai giovani della Gi.Fra. Un momento definito «di grande grazia», che ha unito fedeli e sacerdoti in un unico percorso spirituale.
Al centro della liturgia, la riflessione di Fra Francesco Alfieri, che ha preso spunto dal Vangelo – «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» – per tessere un’omelia profonda sul rapporto tra fede, fragilità e ricerca della gioia autentica. Il frate ha spiegato come la salvezza non sia un’idea astratta, ma la possibilità concreta di una vita piena, fondata sulla fedeltà di Dio.
Richiamando l’episodio evangelico del paralitico, Fra Francesco ha posto una domanda che ha interpellato l’intera assemblea: «Vuoi guarire davvero?». Una domanda che spinge a confrontarsi con le proprie rassegnazioni interiori. «Non ho nessuno», risponde l’uomo nel Vangelo, e in quella solitudine, ha sottolineato il frate, si svela una verità universale: solo l’incontro con Dio può colmare il vuoto del cuore. L’incontro con Cristo, però, non cancella la fragilità, ma la trasforma. «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina» diventa così un invito a farsi carico della propria miseria. «La resurrezione parte dalla nostra miseria – ha affermato con forza – non c’è vita nuova senza attraversare ciò che è fragile».
In questa prospettiva, la reliquia assume un significato potente. Quel pugno di terra dalla cappella del transito non è un semplice oggetto di devozione, ma il simbolo della scelta finale di Francesco: spogliarsi di tutto per affidarsi completamente a Dio. «Il santo della gioia ci somiglia», ha ricordato Fra Francesco, perché anche lui ha conosciuto la fatica di voler controllare tutto, trovando la vera libertà solo nell’abbandono fiducioso.
La giornata è culminata in un’intensa adorazione eucaristica serale, durante la quale i fedeli sono stati invitati a un gesto simbolico: scrivere su un foglio le proprie paure, i legami e le speranze, per poi consegnarlo in un atto di affidamento comunitario. A ciascuno è stato donato un fiore, segno di rinascita.
Al termine della celebrazione è stato inoltre presentato il dono di una stola, sintesi del messaggio francescano attraverso tre segni: la stella di Maria, il ramoscello d’ulivo della pace e il Tau della misericordia.
Dopo la tappa palmese, la reliquia ha proseguito il suo cammino verso Oppido, continuando a tessere un filo di spiritualità tra le comunità calabresi. A otto secoli di distanza, il messaggio di San Francesco dimostra di avere ancora la forza di parlare al cuore degli uomini, indicando una via fatta di essenzialità, fiducia e autenticità.




