Sigilli sulla spiaggia a Ricadi: controlli a Grotticelle, tre denunciati per abusivismo demaniale
La quiete della rinomata spiaggia di Grotticelle, a Ricadi, è stata interrotta da un’operazione interforze che accende i riflettori sulla gestione delle coste vibonesi. Il 10 giugno 2026, i Carabinieri della Stazione di Spilinga, affiancati dagli specialisti della Capitaneria di Porto di Tropea e dagli agenti della Polizia Locale, hanno setacciato gli stabilimenti balneari del litorale. Un controllo serrato, mirato a mappare concessioni e occupazioni in uno dei tratti più suggestivi e contesi della costa.
L’esito dell’ispezione è netto. Tre imprenditori turistici, titolari di altrettante strutture balneari, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti, che attende ora il vaglio delle successive fasi processuali, è quella di occupazione abusiva di demanio marittimo. Sotto sequestro sono finite attrezzature da spiaggia di vario genere, ombrelloni e sdraio che, secondo la ricostruzione investigativa, occupavano spazi non autorizzati, sottratti alla libera fruizione dei cittadini. Trattandosi di indagini preliminari, per gli indagati rimane fermo il principio di presunzione di innocenza.
Questo intervento non è un episodio isolato. Rappresenta, al contrario, la punta dell’iceberg di una strategia di controllo molto più ampia e profonda.
Per l’Arma dei Carabinieri, il monitoraggio del litorale costituisce un crocevia investigativo cruciale. Dietro la gestione di una spiaggia si intrecciano dinamiche complesse che spaziano dalla tutela dei diritti dei lavoratori alla salvaguardia ambientale, fino alla sicurezza alimentare e al contrasto delle infiltrazioni criminali. Le inchieste degli ultimi anni lo dimostrano chiaramente: il business balneare fa gola alle consorterie mafiose, capaci di insinuarsi nelle concessioni pubbliche attraverso prestanome e schermi societari, aggirando le maglie del Codice antimafia per riciclare denaro e accumulare profitti illeciti.
Proprio per arginare questa deriva, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia ha avviato da mesi uno screening sistematico dei titoli concessori e dei relativi iter amministrativi. Un doppio binario d’azione che unisce la repressione penale alla prevenzione amministrativa, con canali di segnalazione diretti alla Prefettura per intercettare sul nascere anomalie e tentativi di infiltrazione.





