Cibo e Bevande

Accordo UE-Mercosur, allarme di Copagri: “La filiera delle carni calabrese a un bivio cruciale”

L’associazione agricola, per voce del presidente Macrì e del vicepresidente Barretta, lancia un appello per un’azione immediata. Innovazione, qualità e una filiera locale organizzata sono le chiavi per resistere alla concorrenza internazionale e trasformare una minaccia in un’opportunità.

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La filiera delle carni in Calabria si trova in un momento cruciale. Recenti sviluppi legati all’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) stanno sollevando interrogativi sul futuro del settore. A lanciare l’allarme, con forte preoccupazione, è la Confederazione Produttori Agricoli (Copagri) Calabria, presieduta da Francesco Macrì.

La Minaccia della Concorrenza Globale

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L’accordo con il blocco sudamericano è visto come una sfida senza precedenti per i produttori locali. “Le filiere carni calabresi dovranno affrontare un contesto di crescente concorrenza internazionale”, spiega il vicepresidente vicario di Copagri, Franco Barretta. “L’accordo Mercosur rappresenta una porta aperta per l’importazione di carni a prezzi potenzialmente più competitivi”.

I numeri parlano chiaro: i dazi sulle carni, già agevolati al 20%, scenderanno drasticamente al 7,5%. I settori più esposti saranno quelli bovino, suino e del pollame. “Oggi si importano 90 mila tonnellate di carni solo bovine; con l’accordo si arriverà entro i primi sei anni a circa 100 mila tonnellate”, continua Barretta. Un’ondata di importazioni che rischia di erodere pesantemente i margini di profitto degli allevatori calabresi.

Qualità e Innovazione come Scudo

Come rispondere a questa sfida? La ricetta di Copagri si basa su due pilastri: innovazione e qualità. Per affrontare la concorrenza, diventa centrale adottare pratiche di allevamento all’avanguardia, puntando sul benessere animale e sulle produzioni biologiche, elementi sempre più apprezzati dai consumatori.

La qualità, d’altra parte, rappresenta il vero vantaggio competitivo della Calabria. La carne regionale è rinomata per le sue caratteristiche organolettiche e per le profonde radici nelle tradizioni gastronomiche locali. L’obiettivo è chiaro: offrire un prodotto di eccellenza che giustifichi un prezzo più elevato, creando valore aggiunto e distinguendosi dalla produzione di massa. In questo scenario, le certificazioni di prodotto e le filiere organizzate diventano strumenti essenziali per ottenere un riconoscimento sia a livello nazionale che internazionale.

Il Ruolo Guida delle Istituzioni e la Filiera Locale

In questa “ultima sfida”, ogni attore della filiera è chiamato a fare la sua parte, ma un ruolo determinante spetta all’ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese). “Oggi più che mai”, sottolinea Copagri, “l’ARSAC dovrà mettere a disposizione delle filiere non solo le strutture già presenti, riadattandole alle nuove tecnologie, ma tutto il suo know-how”. Si invoca la creazione di un sistema integrato che includa ricerca, centri di miglioramento genetico, assistenza tecnica specializzata e organismi di certificazione, coinvolgendo attivamente le realtà già presenti sul territorio.

La creazione di una filiera calabrese completa – dalla nascita dei vitelli fino alla commercializzazione – è vista come la soluzione strategica per garantire sostenibilità economica, tracciabilità, qualità e valorizzazione del prodotto locale. Un esempio virtuoso è la razza Podolica, modello di zootecnia estensiva che non solo rispetta l’ambiente, ma contribuisce alla gestione del paesaggio e alla riduzione del rischio incendi, promuovendo al contempo l’identità territoriale e il turismo enogastronomico.

Un Appello all’Azione

La conclusione è unanime e urgente. “Per affrontare la sfida rappresentata dal Mercosur, è essenziale che gli attori locali uniscano le forze e lavorino per valorizzare un prodotto che non è solo carne, ma anche cultura e tradizione”, afferma il presidente di Copagri Calabria, Francesco Macrì. “La Calabria ha le risorse e la determinazione per emergere anche in questo nuovo contesto, ma è tempo di agire, ora. È di grande evidenza l’importanza del settore carni per lo sviluppo economico di una regione come la Calabria”.