Commissione Parlamentare Antimafia: approvata nuova Direttiva Europea sulla Confisca dei beni
La Commissione parlamentare Antimafia ha approvato all’unanimità una relazione cruciale per allineare la legislazione italiana alla nuova direttiva europea (UE 2024/1260) sul recupero e la confisca dei beni appartenenti alla criminalità organizzata. L’iniziativa, promossa dalla Lega, mira a rafforzare la lotta patrimoniale alle mafie e a rendere più omogenee le normative tra gli Stati membri dell’Unione Europea.
Secondo la senatrice Tilde Minasi, membro della Commissione, questo passaggio è fondamentale per rendere più efficiente l’intero processo, dal sequestro al riutilizzo sociale dei beni.
Punti Chiave della Nuova Normativa
- Allineamento Europeo: L’Italia, pioniera nelle leggi antimafia, si adegua a standard minimi comuni che verranno estesi a tutta l’UE. La scadenza per il recepimento della direttiva è fissata per il 23 novembre 2026. Questo mira a creare un fronte comune contro le organizzazioni criminali che operano a livello transnazionale.
- Gestione Efficiente: La direttiva pone un forte accento sulla necessità di una gestione efficace dei beni confiscati. L’obiettivo è preservarne il valore economico e destinarli rapidamente a un riuso che sia di pubblico interesse, evitando l’abbandono e il degrado che spesso li caratterizzano.
- Impatto Economico: L’urgenza dell’intervento è sottolineata dai numeri. Nel 2019, i ricavi dei principali mercati criminali nell’UE sono stati stimati in circa 139 miliardi di euro. Aggredire questi patrimoni significa colpire il potere economico e la capacità di infiltrazione delle mafie.
- Riuso Sociale come Priorità: La senatrice Minasi ha ribadito che l’obiettivo finale è restituire i beni alla collettività. Questo non solo risarcisce simbolicamente i territori dal danno subito, ma crea anche concrete opportunità di sviluppo sociale ed economico. A questo proposito, ha menzionato un disegno di legge specifico, di cui è cofirmataria, per accelerare le procedure di destinazione dei beni a comuni ed enti del terzo settore.
In sintesi, l’adeguamento alla normativa europea rappresenta un passo strategico per potenziare l’azione di contrasto patrimoniale alla criminalità, trasformando i beni confiscati da un problema gestionale a una risorsa per la legalità e lo sviluppo

