Cronaca

Uccide la Moglie e si Suicida: la Tragedia di una Separazione a Mileto

Una quiete serale infranta da una violenza inaudita. Mileto, piccolo centro della provincia di Vibo Valentia, è sprofondata nello sgomento la sera del 23 gennaio 2026, quando una crisi coniugale è degenerata nel più tragico degli epiloghi: un omicidio-suicidio che ha lasciato l’intera comunità attonita.

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All’interno delle mura domestiche, Pasquale Calzone, noto commercialista di 63 anni, ha posto fine alla vita della moglie, Assunta Currà, di 55 anni, esplodendo contro di lei alcuni colpi di pistola. Pochi istanti dopo, l’uomo ha rivolto la stessa arma, che deteneva legalmente, contro di sé, ponendo fine alla propria esistenza. Per entrambi, la morte è sopraggiunta all’istante, chiudendo per sempre la porta a qualsiasi possibilità di riconciliazione.

Alle spalle del gesto estremo, vi era la storia di un rapporto ormai logoro. La coppia, infatti, aveva intrapreso da circa un anno un difficile e teso percorso di separazione. Assunta Currà aveva già lasciato il tetto coniugale, cercando rifugio e serenità per un periodo in Toscana, ospite della sorella. Era rientrata in Calabria da poco, determinata a iniziare un nuovo capitolo della sua vita in un’altra abitazione. Il destino si è compiuto proprio quando la donna si è recata nell’ex casa di famiglia per un ultimo, necessario compito: recuperare gli effetti personali rimasti. Quell’incontro si è trasformato nell’ultimo, fatale alterco, scatenato dai dissapori mai sopiti, che ha armato la mano di Calzone.

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La macabra scoperta è stata fatta da un fratello del commercialista, allarmato forse dal silenzio, che si era recato a casa sua per una visita. Trovatosi di fronte alla scena, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno avviato i rilievi del caso sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Alessandra Trabucco, ha preso in carico il fascicolo, disponendo l’esame autoptico sui due corpi per chiarire ogni dettaglio della dinamica e ha ascoltato a verbale i parenti più stretti. La coppia lascia un figlio, ormai adulto, che non risiede in Calabria.

La notizia si è diffusa rapidamente per le vie di Mileto, generando un’ondata di incredulità e profondo dolore. Pasquale e Assunta erano volti familiari, parte del tessuto sociale della cittadina, e nessuno avrebbe immaginato una fine così violenta. Questa tragedia si inserisce dolorosamente nella lunga scia di femminicidi che funestano il Paese, storie di amori finiti che si trasformano in sentenze di morte, consumate troppo spesso all’interno di quelle mura che dovrebbero essere il luogo più sicuro.