Poliziotto della Stradale arrestato: mazzette per salvare le patenti
BRANCALEONE – Un sostituto commissario della Polizia Stradale, dirigente del distaccamento di Brancaleone, è stato arrestato e posto ai domiciliari con le accuse di corruzione, concussione e falsità ideologica in atto pubblico. Secondo gli inquirenti, il funzionario avrebbe creato un sistema di favori illeciti, estorcendo denaro a imprenditori dell’autotrasporto in cambio di un trattamento di favore durante i controlli.
L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Locri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica.
L’inchiesta è scattata in seguito alla denuncia di un autotrasportatore che si è rivolto alla sezione della Polizia Stradale di Palmi per segnalare una richiesta indebita di denaro. Da quel momento, gli investigatori hanno avviato una serie di accertamenti, comprese intercettazioni telefoniche e telematiche, che hanno permesso di ricostruire il presunto meccanismo corruttivo.
Stando a quanto emerso dalle indagini, il commissario, abusando del suo ruolo, avrebbe sistematicamente indotto i titolari di imprese di autotrasporto a versare somme di denaro. In cambio, avrebbe garantito una serie di benefici: permetteva agli autisti di continuare a guidare anche con la patente ritirata, forniva indicazioni su come eludere i posti di blocco, comunicava in anticipo i turni di servizio di altre pattuglie e ometteva di inserire i verbali di ritiro delle patenti nella banca dati ufficiale. In alcuni casi, prospettava la possibilità di evitare sanzioni e decurtazioni di punti in cambio di pagamenti diretti in contanti.
Nel procedimento risultano indagate altre venti persone non appartenenti alla Polizia di Stato, un dettaglio che suggerisce l’esistenza di una rete di interessi illeciti più ampia e radicata nel settore dell’autotrasporto locale.

