Foresta in piazza per la sua scuola: “La prima non si tocca”
Il sindaco Saporito formalizza la richiesta per salvare la classe del plesso “Don Gaetano Mauro”. Alta la preoccupazione per il trasferimento di dieci alunni, tra cui tre con bisogni speciali. L’amministrazione: “La scuola è un presidio di comunità, chiuderla accelera lo spopolamento”.
PETILIA POLICASTRO – Una mobilitazione compatta, dignitosa ma ferma. Genitori, studenti e personale scolastico si sono dati appuntamento martedì mattina davanti al plesso “Don Gaetano Mauro” di Foresta per dire “no” alla soppressione della futura prima media. Un presidio nato per difendere un diritto, quello allo studio di prossimità, e per lanciare un messaggio inequivocabile: la comunità non intende rinunciare alla sua scuola.
Il braccio di ferro con l’Ufficio Scolastico Regionale è ufficialmente iniziato. Il sindaco, Simone Saporito, presente alla manifestazione insieme ad altri amministratori, ha messo nero su bianco la posizione del Comune, inviando una nota formale (prot. n. 7079) per chiedere la revisione dell’organico docente e salvare la classe.
Il provvedimento, figlio dei parametri ministeriali, prevede il trasferimento dei dieci alunni iscritti presso la sede centrale dell’Istituto comprensivo “Dante Alighieri-Guglielmo Marconi” a Petilia capoluogo. Una decisione che, secondo la comunità, non tiene conto né del fattore umano né delle criticità del territorio.
A destare la maggiore preoccupazione è la situazione dei dieci iscritti: tra loro ci sono ben tre alunni con bisogni educativi speciali, di cui due con disabilità e uno con diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Per loro, sottolinea il sindaco, “il mantenimento della classe nel contesto attuale rappresenta una garanzia fondamentale di inclusione, continuità didattica e tutela del benessere psico-fisico”.
Ma non è solo una questione di didattica. Spostare gli alunni a Petilia, distante oltre cinque chilometri, creerebbe enormi disagi logistici. Foresta è una frazione montana e il servizio di scuolabus comunale, come evidenziato dall’amministrazione, “è già saturo e non vi è la possibilità concreta di istituire ulteriori corse”.
L’amministrazione contesta anche la logica dei numeri, definendo l’attuale basso numero di iscritti “un dato eccezionale e transitorio”. A dare speranza sono le classi della scuola primaria dello stesso plesso, ben più numerose, che garantirebbero un flusso stabile di iscrizioni negli anni a venire.
La battaglia per la prima media di Foresta diventa così una lotta per la sopravvivenza stessa della frazione. “La scuola è presidio di comunità, identità e coesione sociale”, si legge nella nota del Comune. “La sua chiusura significherebbe indebolire ulteriormente una frazione periferica, accelerando quei fenomeni di spopolamento contro i quali ci battiamo quotidianamente”.
Ora la palla passa agli uffici di Crotone. Il Comune promette di seguire l’iter con la massima determinazione, confidando in una decisione che sappia guardare oltre i meri calcoli, per salvaguardare il futuro di una comunità intera.





