Sociale

Lamezia, superare Scordovillo con la cultura: il progetto “Intrecci” unisce la città

LAMEZIA TERME – Un libro per decostruire gli stereotipi e laboratori di teatro in strada per costruire nuove relazioni. A Lamezia Terme, il progetto “Intrecci Abitiamo il Lametino” accelera il suo percorso per superare la storica marginalizzazione del campo rom di Scordovillo, affiancando alla cruciale ricerca di soluzioni abitative un intenso lavoro culturale per tessere legami tra cittadini rom e non rom. L’obiettivo è chiaro: trasformare la città non solo dal punto di vista urbanistico, ma soprattutto da quello sociale e umano.

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Le ultime iniziative del progetto si muovono su questo doppio binario. Da un lato, la riflessione, con la presentazione del libro “Irriducibili. Alterità dell’anima zingara” di Dijana Pavlović, promossa da Comunità Progetto Sud. Dall’altro, l’azione, con “Paratapop”, una residenza di teatro in strada e ritmo curata dalla compagnia TeatroP, che ha animato gli spazi pubblici cittadini. Due approcci diversi ma convergenti, mirati a creare una comunità più consapevole, capace di guardare alle differenze come a una risorsa.

Durante l’incontro pubblico, l’autrice e attivista Dijana Pavlović ha messo in discussione lo sguardo con cui le comunità rom vengono narrate in Italia: uno sguardo che, ha sottolineato, si ferma troppo spesso alla superficie dell’emergenza e della paura, ignorando la complessità umana e le storie individuali. Pavlović ha criticato il racconto pubblico che per anni ha trasformato i cittadini rom in un simbolo di allarme sociale, tralasciando le discriminazioni subite e le responsabilità istituzionali che hanno generato isolamento. L’attivista ha poi messo in guardia dal concetto stesso di “inclusione”, che rischia di tradursi in una richiesta di assimilazione a un modello dominante, senza un reale riconoscimento reciproco. “Non basta spostare le persone da un luogo a un altro,” ha affermato, “se poi restano identiche le distanze culturali e simboliche”.

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Proprio su questo punto si innesta l’esperienza di Lamezia Terme. Il percorso di “Intrecci” è stato citato come un esempio virtuoso, a patto che il superamento del campo si traduca in una trasformazione culturale condivisa e non in un semplice spostamento fisico.

Se le parole di Pavlović hanno aperto uno spazio di ascolto, i laboratori di Paratapop hanno tradotto quell’idea di incontro in pratica. Per due giorni, nell’ambito del Festival Restart, bambini, giovani e famiglie hanno partecipato a laboratori di giocoleria, equilibrio e poliritmia brasiliana. L’arte di strada, per sua natura inclusiva, ha abbattuto le barriere tra artisti e pubblico, trasformando gli spazi urbani in luoghi di relazione spontanea. A queste attività si aggiungono i laboratori di Vacantusi, realizzati con Mammut Teatro e International Cultural Foundation, che usano i linguaggi espressivi per creare ulteriori occasioni di incontro.

Queste iniziative dimostrano come il progetto stia lavorando su più fronti per un cambiamento profondo. La vera sfida, come emerge dal percorso di “Intrecci Abitiamo il Lametino”, non è solo “come risolvere un problema”, ma “che tipo di comunità vuole diventare Lamezia Terme”.

Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.

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