Taurianova e Badolato centri della cultura: il “Premio Prima Italia” 2026 celebra la Biblioteca Comunale e l’archeo-sub Domenico Procopio.
Un ponte ideale tra la custodia del sapere e l’esplorazione delle profondità marine. Nel solstizio d’estate del 21 giugno 2026, la quarta edizione della Festaweb del Nome Italia, orchestrata dall’associazione culturale “Calabria Prima Italia 1982”, conferirà il suo prestigioso “Premio Prima Italia”, illuminando due eccellenze calabresi: la Biblioteca Comunale “Antonio Renda” di Taurianova e l’esperto di immersioni Domenico Procopio di Badolato. Due mondi, un’unica missione: la valorizzazione delle radici più autentiche di una terra che ha dato il nome all’intera nazione.
Alla Biblioteca di Taurianova, diretta con acume dalla dottoressa Serafina Grillo, il riconoscimento giunge come coronamento di un percorso straordinario. La motivazione è eloquente: un’istituzione che si erge a baluardo della cultura universale, con un’attenzione quasi sacra per la storia e i valori della Calabria, culla primigenia d’Italia. Non è un caso. La città di Taurianova, già insignita del titolo di “Capitale Italiana del Libro” nel 2024, ha dimostrato un impegno che ha travalicato i confini nazionali, culminato nella presentazione, il 16 novembre di quell’anno, di un’opera fondamentale: “Calabria la prima Italia”. Questo saggio, partorito dalla mente di Gertrude Slaughter (1870-1963), docente universitaria americana folgorata dal popolo calabrese e dal suo inestimabile patrimonio storico-umanistico, rappresenta una chiave di volta per comprendere le origini del nome “Italia”, nato circa 3500 anni fa dal mito di Re Italo. Pubblicato originariamente nel 1939 dalla Wisconsin University, il volume ha visto la luce in italiano solo nel 2023, grazie alla meticolosa traduzione di Sara Cervadoro per l’editore Giuseppe Meligrana, un’operazione culturale spinta dalla tenacia del giornalista Domenico Lanciano, figura cardine e fondatore, nell’aprile del 1982, sia dell’associazione “Calabria prima Italia” che dell’Archeoclub di Badolato.
E proprio da quel nucleo originario emerge il secondo premiato, Domenico Procopio, classe 1959. La sua è una storia di passione viscerale per il mare, un amore che da oltre quarant’anni trasforma l’immersione subacquea in un atto culturale, in un’indagine storico-ambientale. Un “archeo-sub”, come recita la motivazione, che ha saputo leggere le pagine di storia celate sotto la superficie delle acque. Procopio non è solo un esploratore dei fondali; è stato uno dei più fervidi pionieri dell’Archeoclub di Badolato nel 1982, unendosi alla ricerca visionaria della “Calabria Prima Italia”. Il suo premio è un tributo a una vita dedicata a svelare e proteggere il patrimonio sommerso, testimone silenzioso di un passato glorioso.





