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Tropea, barriere architettoniche e diritti negati: l’accesso al mare resta un miraggio per i più fragili

TROPEA — La bellezza mozzafiato della Costa degli Dei si scontra, ancora una volta, con la dura realtà dell’esclusione sociale. Non è una novità, ma l’ultimo incidente riaccende un faro su una ferita aperta. Un uomo con disabilità è caduto sulla spiaggia libera delle Roccette. Il motivo? La totale assenza di una pedana o di un percorso idoneo a garantire un accesso sicuro al bagnasciuga.

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La denuncia, sollevata con forza dal gruppo politico Insieme per Tropea, squarcia il velo di retorica che spesso avvolge la stagione balneare della perla del Tirreno.

Un paradosso burocratico

A rendere la vicenda ancora più amara è il retroscena emerso subito dopo l’incidente. Secondo quanto riferito dai familiari della vittima, alcuni dipendenti comunali intervenuti sul posto avrebbero suggerito una soluzione a dir poco singolare: spostarsi in un altro lido, poiché lì — e solo lì — sarebbe presente una struttura di accesso per disabili.

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Un episodio sconcertante. Se confermato, questo approccio svelerebbe una visione distorta del concetto di inclusione. I diritti fondamentali non possono essere itineranti. Non è tollerabile che un cittadino o un turista debba sperare nella fortuna, o peggio, trasformarsi in un nomade alla ricerca dell’unica passerella funzionante sul litorale. L’accessibilità deve essere la norma, non una concessione spot.

Infrastrutture al collasso e priorità invertite

Il problema, tuttavia, è sistemico e non si limita alla mancanza di scivoli. Camminando lungo le spiagge libere di Tropea, ci si imbatte in una gimkana di pericoli:

  • Gradini scheggiati e resi scivolosi dall’usura.
  • Ringhiere arrugginite o del tutto assenti.
  • Infrastrutture fatiscenti che trasformano una semplice giornata di relax in un potenziale rischio per l’incolumità pubblica.

Sotto accusa finisce direttamente l’Amministrazione guidata dal Sindaco Macrì. La cittadinanza si chiede come sia possibile che, dopo anni di gestione politica intervallati da un biennio di commissariamento, si debba ancora assistere a questo spettacolo di incuria. È una questione di priorità. Mentre si trovano risorse e tempo per la manutenzione ordinaria e visibile — come il taglio delle canne o il diserbo delle aiuole — le barriere architettoniche rimangono lì, immobili, a testimoniare un ritardo culturale inaccettabile.

Le richieste: un piano d’azione immediato

La stagione estiva è già entrata nel vivo. Il tempo delle promesse e dei rinvii è scaduto. Insieme per Tropea ha formalizzato tre richieste chiare e non negoziabili per ripristinare la legalità e la dignità sul litorale:

  1. Intervento d’urgenza alle Roccette: Installazione immediata di rampe e pedane per garantire l’accesso universale.
  2. Messa in sicurezza dei passaggi: Ripristino strutturale di tutte le scalinate e gli accessi degradati.
  3. Censimento delle criticità: Una mappatura completa e trasparente dello stato delle spiagge comunali per programmare interventi strutturali e tracciabili.

La civiltà di una comunità si misura dalla sua capacità di proteggere e accogliere i più deboli. Continuare a ignorare il grido d’aiuto di anziani, disabili e persone con mobilità ridotta non è solo una svista amministrativa. È una precisa scelta politica che priva Tropea della sua risorsa più grande: l’ospitalità senza barriere. Ora servono i fatti.

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