Coldiretti sul nuovo regolamento: l’agricoltura sociale calabrese diventa realtà
Via libera della Giunta regionale al provvedimento attuativo. L’associazione: «Un traguardo storico che unisce welfare di prossimità, inclusione e nuove opportunità di reddito per le imprese del territorio».
di Redazione
CATANZARO – L’agricoltura calabrese non sarà più soltanto il settore d’elezione per la produzione di cibo d’eccellenza, ma si trasforma ufficialmente in un pilastro del welfare e dell’inclusione sociale. Con il via libera da parte della Giunta regionale al Regolamento di attuazione della legge regionale n. 7/2025, l’agricoltura sociale in Calabria diventa pienamente operativa. Si compie così un percorso strategico fortemente sostenuto da Coldiretti Calabria, che fin dall’inizio ha promosso e sollecitato la nascita di una disciplina organica per il settore.
Grazie a questo provvedimento, la multifunzionalità delle aziende agricole compie un decisivo salto di qualità. Accanto alle tradizionali attività di coltivazione e allevamento, le imprese potranno strutturare servizi alla persona, percorsi di inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati e attività terapeutiche o educative, generando al contempo nuove fonti di reddito e occupazione.
Il plauso di Coldiretti: «Un risultato per tutto il territorio»
Grande soddisfazione è stata espressa dai vertici regionali dell’organizzazione agricola. «È un risultato di straordinaria importanza per l’agricoltura calabrese e per l’intero sistema dei servizi territoriali», ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria. Il presidente ha voluto rivolgere un ringraziamento formale alle istituzioni coinvolte: «Esprimiamo la nostra gratitudine al Governatore Roberto Occhiuto, all’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, al Dirigente Generale Giuseppe Iiritano e a tutto il Dipartimento per l’attenzione e il costante confronto che hanno permesso di giungere a questo traguardo».
Cosa prevede la nuova disciplina: i dettagli tecnici
Il regolamento appena approvato definisce in modo chiaro e rigoroso la cornice operativa entro cui dovranno muoversi le aziende. Nello specifico, il testo fissa:
- Iscrizione all’elenco regionale: i requisiti, i criteri e le modalità per l’accreditamento delle “fattorie sociali”.
- Standard operativi: le condizioni strutturali e organizzative per lo svolgimento delle attività.
- Competenze professionali: i requisiti formativi e professionali richiesti agli operatori.
- Sicurezza: gli aspetti igienico-sanitari specifici per la gestione dei servizi alla persona in ambito agricolo.
La multifunzionalità come scudo contro la crisi
L’agricoltura sociale rappresenta l’evoluzione più avanzata della multifunzionalità introdotta dalla Legge di Orientamento del 2001. In un contesto economico volatile, la diversificazione si rivela una carta vincente per la stabilità delle imprese.
«La multifunzionalità è uno strumento essenziale per rendere le nostre aziende più resilienti di fronte alle oscillazioni dei mercati», ha evidenziato Aceto. «Diversificare le attività significa ripartire il rischio economico e sbloccare nuove economie. Con l’agricoltura sociale, l’impresa della Calabria non si limita a produrre cibo di qualità e a presidiare il paesaggio, ma si fa carico del benessere della comunità, creando valore economico e sociale».
Un nuovo welfare per le aree interne
Il provvedimento assume una valenza strategica soprattutto per le aree interne e montane della regione, storicamente a rischio spopolamento e carenti di servizi socio-sanitari. In questi contesti, le fattorie sociali – collaborando attivamente con Comuni, ASP, scuole e terzo settore – possono diventare veri e propri presidi di “welfare di prossimità”, garantendo la permanenza di servizi essenziali e salvaguardando l’occupazione locale.
L’inizio di una nuova fase
Per Coldiretti Calabria l’approvazione del regolamento non è un punto di arrivo, ma lo start di una nuova stagione di sviluppo. L’organizzazione ha già annunciato che si attiverà capillarmente sul territorio per informare le imprese, accompagnarle nell’iter di iscrizione e facilitare il dialogo con il mondo del sociale e delle pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è chiaro: trasformare le linee guida del regolamento in progetti concreti, capaci di dimostrare che la terra calabrese può coltivare, insieme alle sue eccellenze agroalimentari, anche solidarietà e futuro.





