San Ferdinando, fumo nero da un’area rurale: i Carabinieri scoprono un rogo di rifiuti, due denunciati
SAN FERDINANDO — Un denso e sinistro pennacchio di fumo nero che svettava sopra le campagne di San Ferdinando ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri. L’operazione, condotta dai militari della Stazione locale nell’ambito dei consueti servizi di controllo del territorio, ha portato alla scoperta dell’ennesimo rogo tossico e alla denuncia di due persone.
I militari, insospettiti dalla colonna visibile a distanza, si sono diretti in via Provinciale Judicello, individuando rapidamente il punto d’origine. Giunti sul posto, le forze dell’ordine hanno sorpreso a ridosso del fuoco due uomini — un cittadino italiano e uno straniero — mentre alimentavano le fiamme.
Nel rogo, acceso a diretto contatto con il terreno, stavano bruciando cataste di legname insieme a un consistente quantitativo di materiale plastico e sintetico, tra cui teli e manicotti in PVC comunemente impiegati nel settore nautico. Un’attività altamente pericolosa che rischiava di liberare nell’aria fumi ad alta tossicità e di innescare un incendio di ben più ampie proporzioni nella vegetazione circostante.
Per domare il rogo e scongiurare rischi ulteriori è stato necessario l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco, che hanno estinto le fiamme e messo in sicurezza la zona.
Al termine delle operazioni, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro l’intera porzione di terreno e tutti i materiali accumulati, sia parzialmente combusti che ancora intatti, così da prevenire la reiterazione del reato e l’ulteriore dispersione di ceneri inquinanti nell’ambiente.
Per i due responsabili è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica con l’accusa di combustione illecita di rifiuti in concorso. Dagli accertamenti di rito è emerso inoltre che il cittadino straniero si trovava in posizione irregolare sul territorio nazionale: nei suoi confronti sono state avviate le procedure di espulsione dal Paese.
L’operazione si inserisce nella costante attività di contrasto ai reati ambientali condotta dall’Arma, da tempo in prima linea contro lo smaltimento abusivo dei rifiuti a tutela della salute pubblica e del territorio.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.



