Santa Severina, il futuro dei borghi in un convegno al Castello: «Dalla semplice visita al turismo d’esperienza»
Tavola rotonda promossa dal Rotary Club: istituzioni, università e operatori a confronto per allungare i tempi di permanenza dei visitatori e valorizzare le aree interne.
SANTA SEVERINA – Non più soltanto un turismo “mordie fuggita”, ma un modello d’accoglienza capace di trattenere i visitatori, generare valore economico e valorizzare le eccellenze locali. È questo il tema al centro della tavola rotonda “Dalla visita all’esperienza – Idee e strategie per vivere il borgo più a lungo”, svoltasi nella suggestiva cornice del Castello Carafa di Santa Severina.
L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Santa Severina in Interclub con il Rotary Club Aurora Jonica, ha visto la partecipazione di un folto pubblico, oltre a numerose autorità civili e distrettuali.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente Donatella Nocita, che ha delineato con chiarezza l’obiettivo dell’incontro: «Un territorio non cresce soltanto perché possiede bellezza, storia e risorse, ma quando riesce a metterle in relazione e a trasformarle in un sistema capace di creare valore». La sfida principale resta quella di trasformare una rapida visita di poche ore in un soggiorno prolungato, in grado di portare benefici concreti a tutto il tessuto economico locale.
Il contributo del mondo accademico e degli esperti
Al dibattito hanno preso parte esponenti del mondo politico, amministrativo ed economico locale — tra cui i Sindaci Luigi Quintieri e Pietro Vigna, e il Vicepresidente della Camera di Commercio Emilia Noce — insieme agli operatori del territorio Gregorio Mungari, Gino Barone e Saverio Pascale.
Particolarmente stimolante l’analisi del mondo universitario. Il docente Francesco Rania si è soffermato sui flussi turistici, dimostrando come anche solo una notte in più di permanenza possa produrre un impatto economico rilevante su strutture ricettive, ristorazione e commercio. Il professor Rocco Reina ha invece evidenziato il limite della frammentazione, richiamando la necessità di fare rete: istituzioni, imprese, atenei e associazioni devono operare con una visione strategica comune.
Sul valore intrinseco dei luoghi è intervenuto Giuseppe Simone, Vicepresidente nazionale dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”: «Visitare i nostri borghi è già di per sé un’esperienza. La vera scommessa consiste nel prolungarla e arricchirla».
Quale turismo per l’entroterra?
Un interrogativo fondamentale è emerso durante il confronto: a quale target di visitatori occorre mirare? I piccoli centri non dispongono della capacità ricettiva per sostenere i numeri del turismo di massa. Tale apparente debolezza può tuttavia trasformarsi in un punto di forza. La strategia condivisa punta a un turismo di nicchia e di qualità, ad alta capacità di spesa, fortemente attratto da cultura, enogastronomia, paesaggio e autenticità.
La strada tracciata prevede la creazione di itinerari integrati tra costa ed entroterra, coordinando più borghi in un’offerta esperienziale unitaria.
Le istanze alla Regione e il ruolo del Rotary
Nel corso della discussione, Giuseppe Simone ha auspicato una maggiore attenzione della politica regionale verso i borghi calabresi, suggerendo l’introduzione di corsie preferenziali o premialità nei bandi comunitari e regionali per i comuni dell’associazione.
Raccogliendo i contributi e le istanze emerse, il Consigliere regionale Sergio Ferrari si è impegnato a portare i temi del dibattito sul tavolo della Regione Calabria, favorendo un’interlocuzione diretta con l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”.
L’incontro si è concluso con la soddisfazione dei partecipanti per l’ampiezza delle sinergie attivate. Un risultato che conferma il ruolo del Rotary come catalizzatore sul territorio: creare connessioni, facilitare il dialogo tra competenze diverse e trasformare le idee in progetti concreti di sviluppo.



