Fertilizzanti, prezzi alle stelle (+81%). Coldiretti porta la protesta a Strasburgo: “L’UE fermi le follie del Green Deal”
L’associazione degli agricoltori chiede la sospensione immediata delle tasse sul carbonio per i concimi, un fondo straordinario per sostenere i redditi e una decisa apertura al digestato per salvare i raccolti e la produzione alimentare.
Strasburgo – La tensione tra il mondo agricolo e le istituzioni europee torna a salire. A far sentire la propria voce sono stati i giovani agricoltori di Coldiretti, che hanno manifestato davanti alla Commissione Europea per denunciare quello che definiscono “l’impatto insostenibile” delle politiche del Green Deal sui costi di produzione.
Nel mirino ci sono due strumenti climatici specifici: il CBAM (Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere) e l’ETS (il mercato delle quote di emissione di CO2), che, applicati ai fertilizzanti, stanno facendo schizzare i costi per le aziende agricole. La richiesta è netta: sospenderli immediatamente.
Il casus belli è un’impennata dei prezzi che mette a rischio l’intera filiera. A causa delle tensioni internazionali, come il conflitto in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, il costo di fertilizzanti chiave come l’urea è aumentato dell’81% rispetto a un anno fa. Un rincaro che, sommato al caro-gasolio, si traduce, secondo le stime di Coldiretti, in un aggravio dei costi fino a 250 euro per ettaro, erodendo i redditi degli agricoltori e minacciando la continuità dei raccolti.
Durante la manifestazione, guidata dal delegato nazionale Enrico Parisi, sono stati esibiti cartelli con slogan eloquenti come “Fuori i fertilizzanti dal CBAM” e “Ursula, il tuo patto ci lascia al verde”. L’accusa rivolta alla Commissione Europea è quella di difendere rigidamente le logiche climatiche e industriali del Green Deal, scaricando il peso della crisi e della transizione ecologica interamente sugli agricoltori.
Ma la protesta non è solo di opposizione. Coldiretti avanza una proposta articolata su tre punti:
- Sospensione delle “tasse sul carbonio” (CBAM ed ETS) sui concimi.
- Creazione di un fondo europeo straordinario per compensare i rincari, senza attingere alle già programmate risorse della Politica Agricola Comune (PAC).
- Liberalizzazione e semplificazione dell’uso del digestato, un fertilizzante organico ottenuto dal recupero di reflui zootecnici e biomasse agricole.
Proprio il digestato è visto come la soluzione strategica per il futuro. “Rappresenta una concreta alternativa ai fertilizzanti chimici,” ribadisce Coldiretti, “oltre a essere uno strumento per ridurre la nostra dipendenza dall’estero e rafforzare l’economia circolare.”
Le parole del delegato Enrico Parisi riassumono la frustrazione del settore: “L’Europa non può continuare a scaricare sugli agricoltori il costo di una crisi internazionale e di scelte burocratiche che stanno mettendo a rischio la produzione alimentare. Chiediamo misure immediate per sostenere le imprese e garantire continuità produttiva.”
Un timido segnale di apertura da Bruxelles sull’uso del digestato è stato registrato, ma per Coldiretti non è abbastanza. “Serve ora un’accelerazione,” conclude l’associazione, “per dare subito una possibilità reale agli agricoltori di utilizzare il digestato, una soluzione che non può restare solo sulla carta.”





