Catanzaro: “RaccontArti” all’ex Stac: ieri sera coinvolgente concerto di Ettore Castagna.

Un viaggio entusiasmante tra le pieghe del legno, i colori delle ceramiche, i riflessi del vetro, i tratti delle pennellate sulle tele candide, i sapori e i profumi di un territorio ricco di storia e tradizione, che ha tanto da offrire e da raccontare.  E’ questo che ha voluto rappresentare e offrire “RaccontArti”, il Festival periodico delle arti e dei mestieri lanciato da Confartigianato ed aperto lo scorso 10 dicembre nella sede dell’Ex Stac, a piazza Matteotti che chiuderà i battenti sabato 7 gennaio. Ma quella che è iniziata ieri, quarta e ultima settimana di esposizioni e iniziative, che ha già assicurato momenti importanti, si preannuncia costellata di appuntamenti imperdibili con laboratori, workshop, e graditi ospiti.

La ripresa delle attività di “RaccontArti”, la scorsa settimana, ha riservato un magico incontro con la maestria artigiana dei tessitori che richiamano la storia e la tradizione dell’arte serica anche grazie alle spiegazioni della storica Angela Rubino, mentre gli antichi tessitori hanno raccontato la propria esperienza imprenditoriale: illustrate la storia del costume, del design e delle tecniche di tessitura e tintura delle stoffe in terra di Calabria.

Tra gli ospiti delle attività di “RaccontArti” nell’ultimo scorcio dell’anno un’artista dalla personalità vulcanica ed eclettica, pittrice, illustratrice di riviste internazionali, mosaicista ed esperta in cromoterapia: Luigia Granata si è esibita in una Performance di Body painting con un omaggio al cedro di Calabria. Fautrice del progetto “Dalla Carta alla Seta, l’ Arte a Passeggio”, ha raccontato come realizza capi d’abbigliamento e accessori unici e personalizzabili, dedicati prevalentemente al mondo femminile, ispirati e basati su opere d’arte, completamente fatte a mano. Le sue opere sono esposte in mostre permanenti negli Stati Uniti, in Canada e in Cina, oltre che in collezioni pubbliche e private.

E veniamo all’atteso incontro con i Liutai di Bisignano e il concerto del nostro Ettore Castagna, che ieri sera si è esibito al Supercinema dopo quasi 30 anni: era dal 1994 che non suonava nella sua città d’origine. Nel pomeriggio, all’ex Stac il maestro liutaio Andrea Pontedoro – accompagnato da Vincenzo Piazzetta e dal collega Giuseppe Canneto – ci ha raccontato come è riuscito a trasferire la tradizione plurisecolare dell’arte della liuteria rappresentata, sin dal 1700, dalla dinastia dei De Bonis di Bisignano, nel Friuli Venezia Giulia, trapiantando la loro bottega d’arte nel centro storico di Trieste, dove un liutaio in attività mancava ormai da diverse decine d’anni, diventando un punto di riferimento d’eccellenza per tanti studiosi, appassionati e musicisti del nord est d’Italia. Il maestro Andrea Pontedoro, diplomatosi liutaio nel Centro Regionale di Formazione Professionale della Regione Calabria, ha seguito gli insegnamenti per la costruzione del violino con i maestri Gabriele Carletti e Fiorenzo Copertini Amati, con la supervisione del maestro Vincenzo De Bonis e si è diplomato con il massimo dei voti. Dopo un breve periodo trascorso tra Firenze e Bologna, è stato anche ad Edimburgo dove ha creato la sua bottega: lì ha costruito violini per cinque anni. Assieme a lui, a dare forma a violini e archi, il fratello Luca. Anche Vincenzo Piazzetta ha raccontato, quindi, come i liutai di Bisignano portano avanti la loro antica tradizione artigianale proponendo strumenti che sono dei veri e propri capolavori.

In serata, un Supercinema strapieno per Ettore Castagna. Musicista, etnomusicologo, scrittore e antropologo, in questi anni è tornato a Catanzaro ospite dell’amico libraio Nunzio Belcaro per presentare i sui romanzi di successo. Ma ieri sera, con grande ironia e coinvolgimento, assieme a Carmine Torchia e Peppe Costa ha regalato le coinvolgenti melodie di Ἐρημὶα (Eremìa), un’opera musicale che ha letteralmente rapito pubblico e critica. In queste canzoni la Calabria e Catanzaro: il mare, le sue coste, i suoi massicci montuosi, ma un vero e proprio luogo dell’anima, un coacervo di culture che si mescolano, conservando la propria identità ma dando vita, mescolandosi, a un’identità “altra”, omogenea e per molti versi inscindibile.

E oggi si ricomincia raccontiamo la Catanzaro dei misteri con la visita delle gallerie sotterranee del San Giovanni insieme a Giuseppe Rachetta, Francesco Cuteri e Linda Verre. Domani c’è l’ultimo appuntamento con il corso di pittura nonni e nipoti a cura di Ancos/Confartigianato, mentre giovedì c’è un doppio appuntamento per i bambini che amano le favole:  alle 11 lo scrittore Pietro Comito legge la sua fiaba: “Quella bimba dai capelli rossi”, mentre alle 16.30 ci immergeremo nel magico mondo della “Fabbrica di cioccolato”. Epifania in allegria venerdì 6 gennaio: alle 17.30 l’atteso concerto dei Sabatum Quartet.

Nati nel 2005 da un’idea di Trieste Marrelli, Roberto Bozzo e Antonio Ungaro, il vero esordio del trio è datato luglio del 2005, ma subito dopo, l’ensemble, diventa “quartet” con l’ingresso della flautista Rosa Mazzei. Il progetto musicale si evolve in SABATUM QUARTET (dove Sabatum, sta per fiume Savuto, luogo di battesimo dei musicisti fondatori della band). Il gruppo a fine 2006 raggiunge la connotazione attuale di 7 elementi con l’inserimento in ordine di Michele Petrone, Cislengo Ungaro e Arcangelo Pagliaro. Fanno notizie in poco più di un anno le oltre 100 date inanellate dalla band in tutta la regione e non solo e ancora più straordinaria è l’affluenza di pubblico in ogni singolo concerto, trasformandolo in un vero e proprio evento.  Forse è il gruppo più anomalo e originale nel suo genere. I motivi di questa originalità sono molteplici, ma possono essere racchiusi in due semplici caratteristiche: la prima è che il gruppo, vive l’esperienza della musica etnica – popolare, senza alcun dogma, la interpreta, la arrangia e la espone al pubblico, “traviandola” ma nello stesso tempo lasciando le caratteristiche originali del pezzo, qualora si trattasse di un brano tradizionale. Questa particolarità è data dalla provenienza e dalle esperienze musicali di ogni singolo artista. La seconda caratteristica è l’apertura artistica della band, i membri, infatti, in poco tempo sono passati da quattro a sette, a testimonianza dell’evoluzione del progetto.

Ed infine, prima della chiusura, sabato pomeriggio scoprire il progetto di “Aliva”, Complementi d’arredo, realizzati con legno di potatura di ulivi secolari italiani, che difendono gli alberi, da un’idea dei fondatori Gabriel GabrieleAntonio Centorrino, Marco MacrìVincenzo .

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