Comune di Crotone: sottoscritta la convenzione con Associazione Sabir per l’attuazione del progetto “Café Alzheimer”.

E’ stata sottoscritta questa mattina, nella Casa Comunale, la convenzione tra l’Ambito sociale di Crotone, di cui il Comune di Crotone è capofila, e l’Associazione Sabir per l’attuazione del progetto “Café Alzheimer”.

Lo comunica l’assessore alle Politiche Sociali Filly Pollinzi.

Si tratta di un progetto della durata di 12 mesi che prevede interventi finalizzati a favorire e rinforzare le azioni di prevenzione e sostegno nei confronti del paziente con Alzheimer e dei familiari e caregiver attraverso servizi diffusi in tutti i comuni dell’Ambito.

Il progetto mira a supportare i malati di Alzheimer e i loro familiari nell’ambito dell’organizzazione di attività finalizzate alla stimolazione cognitiva e sensoriale, tenendo conto di tutte le problematiche psico-sociali collegate alla patologia e utilizzando tecniche e modalità ampiamente sperimentate. Saranno attivati laboratori personalizzati e di gruppo volti a sollecitare le capacità cognitive residue e saranno coinvolte anche le familiari e i caregiver attraverso percorsi di supporto e formazione.

Nello svolgimento delle attività diffuse su tutto il territorio, l’associazione Sabir, oltre a lavorare in stretto coordinamento con i servizi sociali dei sette comuni afferenti all’ambito di Crotone, coinvolgerà i medici di base dei comuni interessati, le parrocchie e le associazioni locali.

L’importo previsto per le finalità del progetto è pari a 86.300,00 euro, di cui 68.800,00 quale contributo dell’Ambito sociale e 17.500,00 euro quale quota di cofinanziamento dell’associazione.

“L’elemento innovativo di questo progetto è quello di diffondere, nelle famiglie e nella comunità una nuova consapevolezza sulle capacità e opportunità che esistono per le persone affette da Alzheimer, usufruendo di assistenza specializzata, di cura e di servizi di prossimità. Oggi aggiungiamo alle tante attività dell’Ambito di Crotone, un tassello importante nelle politiche sociali, ovvero un’occasione concreta per le famiglie di persone che convivono con queste patologie affiancandole in un percorso di rottura dall’isolamento sociale” dichiara l’assessore Pollinzi

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