Sulla costruzione dei Laghi Ampollino ed Arvo, c’è un’opzione:  il “credito” dei Contadini. Ecco perché! 

I primi due invasi artificiali costruiti sull’Altopiano Silano, i Laghi  Ampollino e Arvo sono due gemelli uniti da un invisibile cordone ombelicale: una galleria lunga 6300 metri che consente di scaricare l’acqua dall’uno all’altro.

 La realizzazione avvenne dal 1916 al 1927 per l’Ampollino e dal 1927 al 1931 per l’Arvo. Un grande bacino idroelettrico con oltre 130milioni di metri cubi d’acqua. 

Solo agli inizi del 1990 una piccola parte dell’acqua è stata dedicata allo sviluppo dell’Agricoltura e dell’Idropotabile. 

Insomma, l’acqua pura della Sila utilizzata non per produrre Cibo e poterla bere ma per produzione industriale di energia elettrica.

 Solo in Calabria può succedere! La società costruttrice fu la SME (Società Meridionale dell’Elettricità di Napoli), *che non pagò i terreni al Comune di San Giovanni in Fiore (CS), che, per il tramite del Commissario Prefettizio, istituì la “Tassa del Grano” a carico dei Contadini.* 

Questo riferimento storico-economico, poco presente nella storia calabrese, valorizzato nell’opera letteraria “Il Silenzio dei Lupi” di Salvatore Belcastro, rafforza l’esigenza di riequilibrare l’utilizzo dell’acqua dei laghi silani verso l’Agricoltura e l’Idropotabile e non più ad esclusivo vantaggio economico delle multinazionali dell’energia elettrica.

La Calabria Regione Agricola non può avere memoria corta o cancellare le pagine storiche scritte con il sacrificio dei Contadini.

Pietro Molinaro

Lega Calabria 

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