Politica

Reggio, Aiga mette a confronto sostenitori del Sì e del No al Referendum Giustizia in Confindustria

Reggio Calabria — Si è svolto ieri, nella sede di Confindustria Reggio Calabria, un acceso confronto sul Referendum Giustizia organizzato dalla Sezione AIGA di Reggio Calabria, in collaborazione con la Camera Penale e Confindustria Giovani. All’incontro, che ha richiamato imprenditori, professionisti e cittadini, hanno partecipato relatori di rilievo chiamati a illustrare e difendere le rispettive posizioni sulla riforma costituzionale sottoposta a referendum.

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Al centro del dibattito sono state le novità più controverse: la separazione delle carriere dei magistrati, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e l’introduzione di una Alta Corte Disciplinare indipendente. I rappresentanti del Fronte del Sì e del Fronte del No hanno esposto argomentazioni tecnico‑giuridiche per sostenere la loro visione del cambiamento.

La moderatrice dell’evento, l’avvocata Nancy Stilo, consigliere della Giunta Nazionale AIGA, ha richiamato l’importanza di un’informazione corretta e trasparente per consentire ai cittadini di decidere consapevolmente. “Spesso, su tematiche così delicate, vige un elevatissimo livello di disinformazione”, ha osservato, ricordando che il referendum è confermativo e pertanto deciso dalla maggioranza dei voti validi indipendentemente dal quorum.

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Nel suo saluto introduttivo, Nicola Cuzzocrea, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria, ha sottolineato il legame tra efficacia della giustizia e sviluppo economico: “Non ci può essere una struttura economica prospera senza una giustizia efficiente”, ha detto, auspicando un confronto costruttivo tra le parti.

Dal fronte del Sì, l’avvocato Giuseppe Murone ha difeso la separazione delle carriere come strumento per garantire la terzietà e l’imparzialità del giudice, definendola una tappa necessaria per avvicinare il sistema giudiziario alle esigenze di equità dei cittadini. Ancora per il Sì, l’avvocato Renzo Andricciola ha denunciato la attuale “struttura sbilanciata” in cui giudice e pubblico ministero apparterrebbero alla stessa “famiglia”, con ricadute negative sulla percezione di imparzialità.

Per il No, il dottor Giuseppe Lombardo ha espresso preoccupazione per le incertezze applicative della riforma, paventando il rischio di un sistema più vulnerabile e meno trasparente qualora la Costituzione venisse modificata senza chiari meccanismi attuativi. L’avvocato Franco Moretti ha aggiunto che la riforma potrebbe compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato e, di conseguenza, la qualità della giustizia e la tutela dei diritti dei cittadini.

L’incontro si è chiuso lasciando aperti i quesiti su efficacia e rischi della riforma, ma ha offerto ai presenti una cornice di confronto tecnico utile in vista della consultazione popolare.