Bollette Idriche, ADOC Crotone contro la Liquidazione Congesi: “Riscossione Coattiva Illegittima, Si Rispetti la Prescrizione”
CROTONE – Scontro totale sulla riscossione dei crediti idrici del consorzio Congesi, ora in liquidazione. L’ADOC di Crotone, attraverso una dura nota del suo presidente, l’avvocato Paola Bellomo, ha inviato un ultimatum ai liquidatori, chiedendo l’immediata apertura di un tavolo tecnico e lo stop alle procedure di riscossione coattiva, definite “assolutamente illegittime”.
Al centro della contesa c’è il mancato rispetto della prescrizione biennale sulle bollette, prevista dalla legge 205/2017. Secondo l’associazione dei consumatori, la gestione commissariale non può utilizzare la fase di liquidazione come un “paravento per sanare le gravi irregolarità perpetrate da Congesi negli anni passati”.
L’avvocato Bellomo sottolinea come, già prima della liquidazione, fossero state inoltrate numerose richieste di dialogo, istanze di autotutela e denunce a mezzo stampa per ricondurre la riscossione entro i binari della legalità. Tentativi che, si legge nella nota, “sono stati sistematicamente e colpevolmente ignorati dagli organi gestori del Consorzio”.
L’ADOC accusa Congesi di aver “scientemente deciso di perpetrare azioni illegittime”, ignorando i ricorsi e le eccezioni di prescrizione sollevate dagli utenti. Un comportamento che, secondo l’associazione, ricalca in pieno la fattispecie di “pratica commerciale scorretta”, già sanzionata da una sentenza del TAR Lazio (n. 13185/2025). Il tribunale amministrativo, infatti, ha condannato i gestori che ignorano le istanze di prescrizione degli utenti proseguendo nelle minacce di fermi amministrativi o distacchi delle utenze.
Ora che la riscossione è passata in mano alla società SO.GE.T., la situazione non è cambiata. Per questo, l’ADOC rinnova la richiesta di sospendere immediatamente i fermi amministrativi e di convocare il tavolo tecnico per procedere allo stralcio definitivo delle somme prescritte.
L’associazione avverte infine che la prosecuzione di tali azioni potrebbe esporre la massa liquidatoria a un concreto rischio di condanna per lite temeraria, con un conseguente aggravio di costi a danno di tutti i creditori.





