Dalla Memoria al Futuro: a 80 anni dal voto, Lamezia celebra le 21 Madri che scrissero la Costituzione
Lamezia Terme, 1 giugno 2026 – A Lamezia Terme, il fluire del tempo si arresta e si fa coscienza civile. In una serata densa di significato, a ottant’anni esatti da quella cesura storica che fu il riconoscimento del diritto di voto alle donne, il Soroptimist Club ha orchestrato un evento di rara intensità per onorare le 21 Madri Costituenti, le architette spesso relegate nell’ombra della narrazione ufficiale, la cui visione ha però scolpito l’architrave della nostra Repubblica. Un ponte gettato tra il 1946 e il 2026, per interrogare il passato e illuminare le sfide presenti.
L’agorà prescelta, Pan&Quotidiano in Piazza Mazzini, si è spogliata della sua veste quotidiana per trasformarsi in un cenacolo di riflessione. È stato il padrone di casa, Stefano Pujia, a inaugurare la conversazione, sottolineando come l’ospitalità culturale non sia un accessorio, ma “un dovere verso la comunità”, un gesto che nobilita lo spazio condiviso.
La presidente del Club, Luigina Pileggi, ha immediatamente elevato il dibattito, tracciando un parallelo indissolubile tra le radici della democrazia e il protagonismo femminile. “Celebrare quelle donne,” ha dichiarato con fermezza, “significa ribadire che l’impegno femminile è il pilastro indispensabile su cui poggia l’intera impalcatura dei nostri diritti civili”. La sua non è stata una semplice commemorazione. È stato un potente richiamo all’azione. Pileggi ha infatti ammonito che, se il 1946 segnò l’alba della cittadinanza attiva, la missione odierna, nel 2026, “rimane quella di garantire che tale diritto si traduca in una rappresentanza paritaria reale ed effettiva in ogni sede decisionale”. Un debito di riconoscenza e, soprattutto, di continuità con la lezione impartita dalle Madri fondatrici.
Il fulcro della serata si è materializzato nel dialogo, fitto e stimolante, orchestrato da Daniela Perri, socia Soroptimist, con la giornalista e autrice Caterina Caparello, la cui opera sulle 21 Costituenti ha fornito la scintilla per l’incontro. Con acume, Perri ha tessuto una tela che ha unito le biografie di queste “giganti della politica” alla stringente attualità, dimostrando come il loro esempio non sia memoria polverosa, ma una guida vivida e imprescindibile per le battaglie di parità che ancora oggi, ostinatamente, si combattono. La sua domanda all’autrice è risuonata come una sfida: quanto è contemporaneo il loro coraggio?
La risposta di Caterina Caparello ha vibrato di passione civile e rigore storico. “Il mio intento è quello di sottrarre queste 21 donne all’oblio,” ha spiegato, andando al cuore del suo lavoro. La loro grandezza, ha argomentato, non risiedeva unicamente nella conquista del voto, un traguardo epocale, ma nella “capacità visionaria di guardare oltre il loro tempo, disegnando un’Italia dove la donna fosse finalmente soggetto politico attivo”. Un’eredità che l’incontro lametino ha voluto rivitalizzare, con la speranza, ha concluso Caparello, di “trasmettere con ancora maggiore vigore alle nuove generazioni che ogni nostra libertà è figlia del loro coraggio”.
L’iniziativa del Soroptimist Club trascende, dunque, la semplice ricorrenza. Si erge a imperativo morale. Solennizzare questo ottantesimo anniversario non è stato un esercizio di retrospettiva, ma la riaffermazione di una consapevolezza cruciale: il suffragio femminile non fu un punto d’arrivo, bensì la pietra angolare di un edificio democratico che esige una sorveglianza costante. Farsi custodi di quella memoria significa, oggi come allora, trasformare il ricordo in responsabilità politica, onorando chi ha tracciato il solco perché altri, oggi, possano seminarvi il futuro.





