Cronaca

Blitz della Guardia di Finanza nella Locride: sequestrati 90 chili di pesce fuorilegge in un ristorante di Marina di Gioiosa Ionica

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Gravi carenze igienico-sanitarie e totale assenza di tracciabilità per i prodotti ittici pronti a finire sui tavoli dei clienti. Scatta il sequestro e la segnalazione all’ASL.

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MARINA DI GIOIOSA IONICA – Nuova stretta delle fiamme gialle sulla filiera del pesce a tutela della salute pubblica e dei consumatori. Nell’ambito di un piano di monitoraggio straordinario disposto dal Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, i militari della Sezione Operativa Navale di Roccella Jonica hanno effettuato un’ispezione mirata all’interno di un noto ristorante di Marina di Gioiosa Ionica, nella Locride. L’operazione, volta a verificare il rispetto delle rigide normative sulla tracciabilità del pescato e sulle condizioni igienico-sanitarie dei locali, ha portato alla luce uno scenario di diffusa irregolarità.

Il blitz e le violazioni igieniche

L’accesso ispettivo dei finanzieri ha immediatamente svelato gravi criticità. All’interno dei locali adibiti alla conservazione e alla lavorazione delle materie prime, i militari hanno riscontrato una situazione igienica ben al di sotto degli standard di legge, aggravata da comportamenti non idonei da parte del personale di cucina. Una situazione di potenziale pericolo per i clienti che ha spinto i finanzieri a richiedere l’intervento immediato del personale ispettivo dell’ASL competente per territorio, chiamato a verbalizzare le violazioni strutturali e operative.

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Maxisequestro e sanzioni

Il bilancio complessivo dell’operazione ha visto il sequestro cautelativo di circa 91 chilogrammi di prodotti ittici. Il pesce, stoccato e pronto per essere somministrato, era completamente privo della documentazione obbligatoria che ne attestasse la provenienza, la tracciabilità e la corretta etichettatura. Al titolare dell’attività commerciale sono state comminate le pesanti sanzioni amministrative previste dal decreto legislativo 4/2012 in materia di pesca e acquacoltura, a cui si sommeranno le ulteriori prescrizioni e sanzioni pecuniarie elevate dall’autorità sanitaria per le carenze dei locali.

L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo economico del territorio e del mare. Il caso di Marina di Gioiosa Ionica conferma ancora una volta il ruolo cruciale svolto dai reparti aeronavali della Guardia di Finanza nel presidiare la legalità della filiera agroalimentare, stroncando sul nascere frodi commerciali e comportamenti negligenti che rischiano di compromettere gravemente la salute dei cittadini.

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