Sanità calabrese, è bufera sulle liste d’attesa: i dati Gimbe smentiscono Occhiuto
L’opposizione attacca dopo i numeri relativi al 2026: visite ed esami in ritardo. Bruno: «Meno propaganda, servono risposte»
La denuncia di Bruno (Capogruppo Tridico Presidente): «Mentre la giunta celebra successi, i numeri di Gimbe ed Agenas raccontano un peggioramento reale. Meno propaganda e più fatti».
CATANZARO – È uno strappo profondo quello che separa la narrazione istituzionale dalla realtà quotidiana vissuta dai pazienti calabresi. A riaccendere il faro sulle criticità della sanità regionale sono i recenti dati stilati dalla Fondazione Gimbe su rielaborazione Agenas, relativi ai primi nove mesi del 2026. Un’analisi che evidenzia una flessione sensibile nell’efficienza del servizio sanitario locale e che ha immediatamente innescato la reazione politica delle opposizioni.
A sferrare l’attacco è Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, che evidenzia come il quadro descritto dalle cifre smentisca i toni trionfalistici del presidente di Regione, Roberto Occhiuto.
«La Calabria raccontata da Occhiuto, fatta di annunci e rassicurazioni, è drammaticamente lontana da quella con cui i cittadini si scontrano ogni giorno», dichiara Bruno. «I nuovi indicatori sulle liste d’attesa ce lo ricordano con una chiarezza che smentisce ogni slogan».
I dati del peggioramento
Stando ai rilievi statistici, nei primi nove mesi del 2026 la quota di prestazioni erogate entro i tempi di garanzia previsti dalla legge ha subito un netto calo rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello specifico, si registra un flessione del 2,7% per le prime visite specialistiche e del 2,1% per gli esami diagnostici.
«Non si tratta di propaganda dell’opposizione – sottolinea il capogruppo – ma di riscontri oggettivi forniti da un ente terzo come la Fondazione Gimbe. Mentre la maggioranza rivendica i risultati della propria gestione, i dati confermano un trend di peggioramento progressivo».
Il peso sui cittadini e le richieste alla Giunta
Il nodo centrale resta l’impatto sociale dei ritardi. La carenza di tempestività nell’accesso alle cure spinge un numero crescente di assistiti, laddove vi sia la disponibilità economica, verso le strutture private, aumentando le disuguaglianze nell’accesso al diritto alla salute.
«Dietro ogni attesa prolungata ci sono anziani, pazienti fragili e famiglie che aspettano una diagnosi», incalza Bruno. «I video di propaganda e le conferenze stampa non accorciano i tempi di attesa di un solo giorno. Il presidente Occhiuto chiarisca subito quali misure strutturali intenda mettere in campo per invertire la rotta. La sanità calabrese non ha bisogno di autocelebrazioni, ma di risposte concrete e verificabili».



