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Revocati i domiciliari al Sindaco di Corigliano-Rossano: cadono le misure cautelari per l’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso

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CORIGLIANO-ROSSANO – Svolta giudiziaria nell’inchiesta sull’ipotetico scambio elettorale politico-mafioso che ha travolto l’amministrazione cittadina. La gip di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e per Vincenzo Curia. Contestualmente, il giudice ha ordinato anche la scarcerazione di Annibale Matalone.

Il «vulnus» nel quadro accusatorio

All’origine della decisione della magistrata vi è un ripensamento complessivo del quadro indiziario, scaturito dagli esiti degli ultimi interrogatori di garanzia. Secondo quanto emerso dagli atti, le nuove deposizioni raccolte dagli inquirenti hanno instillato elementi di forte dubbio sulla tenuta dell’impostazione accusatoria iniziale, ridimensionando in maniera determinante la gravità degli indizi a carico degli indagati.

Le deposizioni e la ricostruzione dei fatti

A fare la differenza nel percorso difensivo sono state le dichiarazioni rese dagli stessi coinvolti. Curia ha chiarito di essersi attivato in modo del tutto autonomo per raccogliere consensi in favore di Stasi, ammettendo di aver millantato una presunta vicinanza al primo cittadino in realtà mai esistita.

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Dal canto suo, il sindaco Stasi ha negato categoricamente qualsiasi conoscenza diretta di Matalone, precisando come le interazioni con Curia fossero unicamente riconducibili a formali pratiche burocratiche legate alla professione di quest’ultimo.

Le prospettive dell’inchiesta

La decisione del Tribunale di Catanzaro elimina, allo stato attuale, i presupposti cautelari legati alla solidità del quadro indiziario che avevano portato ai provvedimenti restrittivi. Sebbene il provvedimento non sancisca la chiusura definitiva delle indagini preliminari — destinate a proseguire nei prossimi mesi —, rappresenta un punto di svolta fondamentale nel merito delle accuse formulate nei confronti del primo cittadino e degli altri indagati.

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