Avvistamento della foca monaca

La foca monaca è stata avvistata nelle acque antistanti i promontori lacinio e japygi (Colonna e Cimiti), con registrazioni di video amatoriali, riportati sui social, di un esemplare che nuota a pochi metri dalla costa.

Il Circolo Ibis, già da tempo ne aveva auspicato il ritorno, per quanto la cosa potesse sembrare inverosimile. Armando Lucifero, appassionato e famoso naturalista crotonese, descrive in “Mammalia Calabra” del 1909 due catture di foca monaca proprio nei pressi di Capo Colonna, questo a testimonianza della presenza del mammifero nelle nostre acque. Da allora gli avvistamenti si sono ripetuti anche in epoca recente, l’ultimo una decina di anni fa nei pressi di Le Castella.

Il circolo Ibis con il prezioso aiuto di Lele Coppola del “Gruppo Foca Monaca APS” , uno dei massimi esperti nazionali della specie, sono concordi nel ritenere che nel nostro versante ionico sia attivo da anni un sito riproduttivo. È da circa un mese infatti che si susseguono gli avvistamenti nel Golfo di Taranto, partendo dl Metaponto, Policoro, Schiavonea e da ultimo, qualche giorno fa, nei pressi di Cirò Marina.

La foca monaca mediterranea è uno dei più rari mammiferi marini, e per questo viene indicata anche come “fantasma del mediterraneo”, è l’unico pinnipede stabilmente presente nel Mediterraneo. Si stima che sopravvivano in natura meno di 700 esemplari.

L’aspetto della foca monaca la rende immediatamente simpatica e buffa. Ha il corpo allungato, irregolarmente cilindrico, rivestito da uno spesso strato adiposo, ricoperto da un fitto pelo corto. La pelliccia grigio nella femmina, più chiara nelle parti inferiori mentre il maschio è di colore nero con una vistosa macchia bianca sul ventre che ricorda l’abito monacale, da cui il nome.

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