venerdì, Novembre 6, 2026

CalabriaUno Quotidiano online & TV

Dal 1988 vi raccontiamo liberamente la Calabria

CatanzaroCronaca

Bancarotta AT: la Procura di Catanzaro chiede il processo per l’ex parlamentare Pittelli e altre sei persone

Pubblicità

Si stringe il cerchio giudiziario attorno alle vicende societarie della At Alberghiera Turistica Srl. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli, insieme ad altre sei persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta.

Le accuse: depauperamento societario e debiti con la Regione Al centro del teorema accusatorio figura il ruolo di Pittelli, ritenuto dagli inquirenti l’amministratore di fatto della società. Secondo la ricostruzione dei magistrati, l’ex parlamentare avrebbe condotto un’operazione di spoliazione dell’azienda, privandola del suo unico ed effettivo patrimonio: un terreno edificabile situato nel comune di Stalettì. Il bene sarebbe stato sfilato dalle casse della At per essere trasferito a un’altra entità imprenditoriale, sempre riconducibile a Pittelli.

A complicare il quadro c’è la gestione dei flussi finanziari: la Procura contesta la mancata riscossione di un credito che supera gli 800 mila euro, a fronte di una situazione debitoria pendente nei confronti della Regione Calabria per una cifra ben superiore al milione di euro.

Pubblicità

I professionisti coinvolti e il nodo dell’accesso abusivo La richiesta della Procura non risparmia le figure tecniche e professionali che avrebbero gravitato attorno all’operazione. Oltre a Pittelli, rischiano di finire a dibattimento il commercialista Francesco Saverio Nitti, il notaio Sebastiano Panzarella, Salvatore Domenico Galati, Caterina Concolino, Antonio Marchio e Rita Tirinato. La posizione di Marchio appare ulteriormente aggravata dall’accusa di accesso abusivo ai sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate.

In attesa della decisione: palla al Gup La palla passa ora al Giudice per l’udienza preliminare, chiamato a pronunciarsi sulla fondatezza dell’impianto accusatorio e sull’eventuale apertura del dibattimento. L’udienza preliminare riprenderà il prossimo 20 gennaio 2027, data in cui sciogliere i nodi procedurali e dirimere una delle questioni cruciali dell’intera indagine: l’utilizzabilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dagli inquirenti.

Pubblicità
Pubblicità