Comune di Crotone: la commissione Pari opportunità incontra l’associazione Libere donne

Nella giornata di ieri, 12 ottobre, si è svolta una seduta della Commissione Consiliare Pari Opportunità. E’ stato un incontro importante che ha gettato le basi per nuove e considerevoli iniziative che hanno incontrato la disponibilità e attenzione da parte della Presidente della Commissione Pari Opportunità Anna Maria Oppido, un presidente aperto alle collaborazioni e libero dagli schemi politici ed interessato alla crescita e benessere del territorio Crotonese, e anche la disponibilità della Presidente della commissione consiliare delle politiche sociali Antonella Passalacqua che ha iniziato il suo percorso già nel volontariato e guarda con un occhio diverso le problematiche che affiorano in questa città.

All’ordine del giorno c’è stata la relazione sulla violenza di genere da parte della Dott.ssa Caterina Villirillo, Presidente dell’Associazione “Libere Donne” e l’intervento del Garante dei Detenuti, l’Avvocato Federico Ferraro.

Il nostro territorio vede quotidianamente donne vittime di violenza e tanti sono i bisogni della città. E’ stata portata l’attenzione su progetti e iniziative che vedono impegnata l’Associazione “Libere Donne” in modo da creare una rete sociale attiva tra istituzioni e associazioni. 

Sono stati precisati gli obiettivi dal primo incontro così da creare una metodologia di azione omogenea da parte dei diversi componenti presenti.

Reagire alla violenza per le donne è difficile e complicato così come altrettanto difficile e complicato è il riconoscimento della violenza da parte delle istituzioni e del sociale. Questo è un altro aspetto che è stato sensibilmente menzionato durante la riunione. Il nostro territorio conserva radici antiche di sottomissione della donna e l’idea che ruoli istituzionali e uffici debbano essere gestiti da uomini è ancora forte. Accanto alla vittimizzazione primaria, conseguenza dannosa di natura fisica, psicologica, sociale ed economica che la vittima subisce dal reato, esistono ulteriori conseguenze: le vittimizzazioni secondarie ovvero quelle situazioni in cui le donne diventano vittima una seconda volta. Nei tribunali, nei percorsi legali e sanitari, nella rappresentazione dei media, nel contesto sociale, nel giudizio delle scelte di vita. “Libere Donne” si batte per dare un reinserimento ed un’opportunità lavorativa a queste donne perché solo un’indipendenza economica spezza la catena di dipendenza di una violenza familiare e/o domestica. E la nostra città con la sua povertà e l’alto tasso di disoccupazione femminile vede tristemente rispecchiato queste difficoltà.

E’ fondamentale parlare di violenza cominciando a fare prevenzione e formazione. C’è una forte richiesta da parte dei giovani che, soprattutto dopo i mesi di chiusura per il Covid, hanno visto aumentare le loro paure e chiedono fortemente un dialogo. Con i ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori si vorrebbe creare un incontro a cadenza mensile in cui parlare di varie tematiche. Occorre farlo, però, avvicinandoci e usando il loro linguaggio, costruendo fiducia, empatia e un giudizio privo di schemi ed etichette. Purtroppo non sempre risulta sufficiente la diffusione della cultura delle norme e della loro interpretazione, e perciò assistiamo a fenomeni di inconsapevolezza nelle quali sono sottovalutate le conseguenze dei comportamenti tenuti sul web.

Il fine dell’Associazione è proprio quello di abbracciare ogni individuo che ha bisogno di aiuto perché fenomeni come quello del bullismo, cyberbullismo e revenge porn possano essere affrontati in maniera consapevole.

“Libere Donne” già da qualche anno promuove la cultura e viene incontro ai bisogni delle famiglie premiando i ragazzi più meritevoli con buoni libro da spendere durante l’anno scolastico. Anche quest’ anno l’Associazione parteciperà con iniziative simili perché sono gli aiuti concreti quelli che riescono ad attivare immediatamente una risposta sul territorio e solo attuando simili dinamiche si può dare un contributo reale alla nostra città.

  Patrizia Oliverio

Criminologa, Operatrice dei centri antiviolenza, volontaria Associazione “Libere Donne”.

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