L’Amministrazione comunale maidese reagisce alla chiusura estiva di Poste Italiane.

Il Comune di Maida (Cz) ha reagito con fermezza alla rimodulazione delle aperture estive imposta dalla società Poste Italiane.

Per l’azienda tutti i comuni piccoli devono rispondere ad una variazione degli sportelli, in particolare il comune di Maida ha dovuto leggere in una missiva dell’azienda che gli sportelli dell’ufficio postale a luglio resterà chiuso il 19, 21, 23, 26, 28 e 30.

“A nostro avviso chiudere gli uffici nel periodo di maggiore presenza turistica nel nostro territorio – dichiara il sindaco Galdino Amantea –  rappresenta non solo un disagio per la cittadinanza ma anche una brutta immagine verso chi viene da fuori. Un danno, quindi, che ci rifiutiamo di accettare passivamente. Sarà un nostro impegno opporci in tutti i modi possibili a questa decisione unilaterale fatta da chi pensa solo ai profitti aziendali (i piccoli comuni sono certamente più costosi per la società) e meno alla tutela dei diritti dei singoli cittadini”.

Per questo motivo, infatti, il sindaco Amantea, gli assessori, i consiglieri e diversi cittadini maidesi hanno fatto un sit-in davanti l’ingresso della filiale di Maida delle Poste. Gli amministratori ed i singoli cittadini hanno presidiato l’edificio sin dalle 8 del mattino. Un’azione che ha costretto l’azienda al dialogo.

Dopo diverse interlocuzioni telefoniche con i funzionari preposti, il sindaco Amantea, su indicazione degli stessi funzionari, ha inviato una richiesta urgente d’incontro con i vertici della Società  per il ripensamento delle rimodulazioni imposte.

“La nostra priorità restano i diritti dei cittadini – dichiara Amantea – non ci fermeremo finché non ci verranno restituiti quei diritti fondamentali che nessun interesse aziendale dovrà mai pensare di andare a ledere”

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