Ambiente

Amianto e altri rischi cancerogeni: dalla Calabria un appello forte su prevenzione, bonifiche e tutela della salute

Siti contaminati, rischio tumori e salute pubblica: riflettori accesi sul SIN di Crotone e sulle criticità regionali

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Catanzaro, 30 gennaio 2026 – L’amianto e gli altri agenti cancerogeni presenti nell’ambiente restano una delle emergenze sanitarie più critiche e irrisolte in Italia. La questione è stata al centro della prima grande convention regionale organizzata dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), svoltasi oggi nella Sala Verde di Palazzo “Jole Santelli” – Cittadella Regionale di Catanzaro, con il patrocinio della Regione Calabria, di ARPACAL e dell’Ordine dei Medici di Catanzaro.

All’incontro, che ha messo a confronto sanità, ricerca scientifica, diritto, ambiente e mondo associativo, è emerso un quadro preoccupante: siti contaminati, ritardi nelle bonifiche e insufficienti sistemi di sorveglianza producono un impatto sanitario sottostimato rispetto alla realtà. Dalle relazioni è nata la necessità di politiche più decise per prevenzione, monitoraggio, bonifica e tutela giuridica delle vittime.

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L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha richiamato l’attenzione sulla sottostima dei dati ufficiali: il Registro Nazionale dei Mesoteliomi cattura solo la punta dell’iceberg. In Calabria, fino al 2021, risultano ufficialmente 118 casi di mesotelioma secondo l’VIII Rapporto ReNaM, ma oltre 500 diagnosi correlate sono state registrate fuori regione, a testimonianza della mobilità sanitaria e della frammentazione del censimento. Bonanni ha chiesto il potenziamento della sorveglianza epidemiologica, il rafforzamento del Centro Operativo Regionale (COR) e il completamento del censimento dell’amianto per garantire una reale presa in carico delle vittime.

Sul piano sanitario-scientifico, Pasquale Montilla, oncologo e responsabile scientifico dell’ONA, ha indicato nel SIN di Crotone un modello avanzato di oncologia ambientale: l’esposizione cronica a metalli e residui industriali sta lasciando tracce biologiche misurabili che suggeriscono una pressione tossica sistemica. Montilla ha illustrato come l’approccio dell’ONA integri analisi biologiche avanzate alla sorveglianza epidemiologica, con l’obiettivo di anticipare la malattia e passare dalla denuncia del danno alla presa in carico clinica degli esposti, in linea con il Beating Cancer Plan europeo.

La convention ha visto inoltre gli interventi in presenza e in collegamento di rappresentanti istituzionali e tecnici: Wanda Ferro (Sottosegretario al Ministero dell’Interno), Michelangelo Iannone (D.G. ARPACAL), Gianfranco Filippelli (ASP Cosenza), Orlando Amodeo (Polizia di Stato), e numerosi esponenti dell’ONA e della comunità scientifica regionale. Forte è stato anche il contributo delle associazioni e dei pazienti, con la testimonianza di Enzo Filareto, vicepresidente dell’Associazione Cittadini Liberi di Crotone.

Tra i temi centrali il ruolo della sanità pubblica, le responsabilità ambientali, la necessità di accelerare le bonifiche – con specifico riferimento alle criticità strutturali del SIN di Crotone – e l’urgenza di misure di assistenza e tutela legale per le persone colpite. Più volte è stato sottolineato che senza dati completi e trasparenti non è possibile programmare interventi efficaci né garantire il diritto alla salute.

La giornata è stata definita un possibile punto di svolta per la Calabria: mettere a sistema competenze diverse, tradurre le evidenze scientifiche in politiche concrete e attivare percorsi stabili di prevenzione e cura. Il monito degli esperti è chiaro: servono risposte immediate e coordinate per ridurre l’impatto delle patologie asbesto-correlate e degli altri tumori di origine ambientale sul territorio regionale.

(foto Vincenzo Gabriele)