Cultura

Il Polo “Campanella Fiorentino” diventa capitale dell’inclusione con la tappa “Insieme si può”

LAMEZIA TERME — Un’aula gremita di studenti e un clima di forte partecipazione hanno caratterizzato la tappa “Insieme si può” del progetto regionale “Chiediti se sono felice”, ospitata ieri nell’auditorium del Polo Liceale “Campanella Fiorentino”. L’iniziativa, parte di un percorso che coinvolge oltre 10.000 giovani calabresi sui temi del benessere, dell’empatia e dei diritti, ha visto la presenza di autorità civili, militari e istituzionali insieme a testimoni di resilienza.

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Promossa dall’associazione “Il Dono” con il presidente Alfonso Toscano e la co-ideatrice Annamaria Stanganelli, già Garante della Salute della Regione Calabria, la giornata è stata condotta dalla giornalista Luigina Pileggi. Ad aprire i lavori la dirigente scolastica Susanna Mustari, che ha sottolineato il valore formativo dell’inclusione: «La nostra scuola non si limita alla didattica… gli ospiti presenti oggi sono per i ragazzi modelli di vittoria etica».

Il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, rivolgendosi direttamente agli studenti, ha ammesso l’urgenza di un cambio di atteggiamento degli adulti nel comprendere i bisogni delle nuove generazioni: «Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo: spesso il problema siamo noi adulti». Analogo appello all’unità è stato condiviso dall’assessore regionale Eulalia Micheli e dal sindaco Mario Murone, che hanno insistito sulla necessità di abbattere non solo barriere architettoniche ma anche quelle comunicative e sociali.

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Al centro dell’incontro la presentazione di progetti concreti: “La spiaggia dei valori”, illustrata da Debora Donati, modello di accessibilità totale nato in Emilia Romagna e cresciuto grazie a donazioni private fino a diventare caso di studio internazionale; e “Civico 25” di Eugenio Iannella, pizzeria inclusiva che offre opportunità di lavoro a persone con sindrome di Down e a giovani vittime di bullismo.

Un momento particolarmente commovente è stato la testimonianza di Angelina Giaquinta, madre di Filippo Verterame, il giovane ucciso mentre lavorava in una struttura sociale: il sacrificio di Filippo, attraverso la donazione degli organi, ha salvato sei vite e «continua a vivere» come esempio di altruismo e speranza collettiva.

La presenza di rappresentanti del mondo turistico, tra cui Fabrizio D’Agostino di Federalberghi, ha evidenziato l’impegno per modelli di ospitalità più inclusivi, valorizzando il lavoro come strumento di dignità e integrazione. L’inclusione ha trovato inoltre il volto delle atlete paralimpiche: Anna Barbaro, che ha raccontato la sua esperienza dopo la perdita della vista, e la giovanissima Alessia Raso, che ha letto in Braille un discorso sulla piena partecipazione alla vita sociale.

L’evento è stato scandito anche da momenti artistici, con l’esibizione al pianoforte dello studente Antonio Rubino, e dal supporto dell’interprete Lis Giusy Giordano. I saluti della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli hanno chiuso una mattinata dedicata alla centralità della persona e alla costruzione di comunità più accoglienti.

Il tour “Insieme si può” proseguirà nelle altre province calabresi: il progetto “Chiediti se sono felice”, realizzato con Prefettura, Questura, Regione Calabria e Asp di Catanzaro, si concluderà a maggio 2026, con l’obiettivo di trasformare le buone pratiche raccontate nelle scuole in percorsi reali di inclusione sul territorio.