Palmi, il “tempo sospeso” del diritto: il Precetto Pasquale come spazio di umanità e giustizia
PALMI – Per un’ora, i codici e il rigore formale hanno lasciato spazio al raccoglimento. L’Aula ex Assise del Tribunale di Palmi si è trasformata ieri in un luogo di riflessione per la celebrazione del Precetto Pasquale, un momento di incontro promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e dal Comitato Pari Opportunità che ha riunito magistrati, avvocati, forze dell’ordine e operatori del settore.
La Santa Messa, officiata dal Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina – Palmi, Monsignor Giuseppe Alberti, ha offerto una pausa dal ritmo serrato delle attività giudiziarie, un’occasione per riscoprire la dimensione interiore del proprio operato. L’atmosfera è stata resa ancora più solenne dalle note del Coro Ecclesiale Corpus Domini, diretto dalla Maestra Marilù Zaccuri.
“Rendere umano ciò che facciamo”
Nell’omelia, Monsignor Alberti ha definito l’evento un “time out spirituale”, essenziale per “rendere umano quello che facciamo” e sottrarsi a una routine che logora relazioni e coscienze. Citando le figure evangeliche di Giuda e Maria di Betania, ha tracciato un parallelo tra un approccio utilitaristico alla vita e un agire gratuito e autentico, invitando i presenti a scegliere il secondo.
Il richiamo si è fatto poi diretto al mondo della giustizia. Ispirandosi al profeta Isaia, il Vescovo ha descritto uno stile che “non grida, non alza il tono”, ma agisce con gradualità e comprensione. Ha evocato la figura del giudice Rosario Livatino, sottolineando come la decisione sia “una delle cose più difficili che l’uomo sia chiamato a fare”, un compito che esige non solo competenza, ma anche umiltà e profonda responsabilità. “Il magistrato,” ha aggiunto, “senza atteggiamenti da superuomo, è chiamato a comprendere l’uomo che ha di fronte”.
Una comunità contro le tensioni del presente
Al termine della funzione, gli interventi delle autorità hanno ribadito il valore dell’iniziativa. Il Procuratore della Repubblica, Emanuele Crescenti, ha definito l’appuntamento “necessario, soprattutto in questo tempo” di incertezze, ricordando che “le guerre non hanno mai un vincitore, sono sempre una ferita aperta dell’umanità”.
Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Angelo Rossi, ha insistito sull’importanza di recuperare spazi di incontro reali, mentre la Presidente del Tribunale, Natina Pratticò, ha sottolineato come questi momenti siano “occasioni preziose per ricordarci che non siamo monadi, ma una comunità”, ribadendo la difficoltà e la responsabilità del decidere.
A portare i saluti della città è stato il Presidente del Consiglio Comunale, Francesco Cardone, che ha individuato in “unità e fratellanza” le parole chiave per un’epoca segnata dai conflitti. Cardone ha ampliato il concetto di rispetto, estendendolo alle opinioni altrui: “Diverso è anche chi la pensa diversamente da noi”. Un appello all’ascolto e al riconoscimento reciproco come via per superare le tensioni. “Se imparassimo a riconoscere valore al pensiero dell’altro,” ha concluso, “forse molte difficoltà potrebbero trovare soluzione”.
In un mondo che corre veloce, il Precetto Pasquale di Palmi si conferma così un appuntamento fondamentale: una pausa in cui il diritto e la giustizia si fermano per dialogare con la coscienza, riscoprendo il senso più profondo dell’umano.




