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“Superabilities” a Catanzaro: lo sport abbatte le barriere della disabilità

CATANZARO – Lo sport come strumento per abbattere le barriere e costruire inclusione. Ha preso il via a Catanzaro il progetto “Superabilities – Arte del movimento ed empatia”, un’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale “Dedalo” che, attraverso percorsi integrati di danza, basket ed equitazione, mira a potenziare le abilità e il benessere di bambini e bambine con disabilità.

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Il progetto, finanziato nell’ambito del PR Calabria “PRIORITÀ 4INCL – Una Calabria più inclusiva”, si basa su un modello educativo innovativo che integra in modo sinergico la pratica sportiva, l’espressione artistica e la relazione con gli animali. Al centro di tutto, il valore dell’empatia, per offrire ai partecipanti un’esperienza completa capace di coinvolgere la dimensione fisica, emotiva e relazionale.

Le attività, guidate da un’équipe multidisciplinare di educatori, pedagogisti e professionisti dello sport, sono già iniziate con il basket, in collaborazione con la ASD Junior Basket School di Catanzaro.

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Quattro percorsi per crescere insieme

Il programma di “Superabilities” si articola in quattro azioni principali:

  • BasketAbile: La pallacanestro diventa uno strumento educativo ispirato al metodo Calamai, con l’obiettivo di sviluppare abilità motorie e senso di appartenenza al gruppo.
  • Danzaterapia: Un percorso espressivo basato sulla danza-movimento-terapia, che valorizza il corpo come mezzo di comunicazione per favorire l’equilibrio emotivo e la consapevolezza di sé.
  • Un cavallo per amico: Attraverso l’equitazione terapeutica (metodo Parelli), il rapporto con l’animale diventa un’occasione per accrescere fiducia e autonomia.
  • Tempo per noi: Uno spazio dedicato alle famiglie, con momenti di confronto e sostegno per accompagnare la crescita dei bambini e rafforzare le reti di supporto sul territorio.

«Vogliamo favorire la partecipazione attiva dei bambini con disabilità in contesti aperti e inclusivi, accanto a coetanei normotipici», spiega Guido Mignolli, presidente di Dedalo e ideatore del progetto. «L’obiettivo è contribuire allo sviluppo delle loro capacità motorie, cognitive e sociali, ma anche rafforzare l’empatia e la comprensione della diversità tra tutti i partecipanti, creando legami basati sul rispetto reciproco».

L’iniziativa non si limita ai giovani atleti, ma si propone di coinvolgere l’intera comunità. «Un’attenzione particolare è rivolta alle famiglie, per ridurre il senso di isolamento», conclude Mignolli. «Vogliamo accrescere la sensibilità del territorio verso la disabilità, promuovendo una cultura più consapevole e costruendo ambienti non solo accessibili, ma umanamente inclusivi, in cui ognuno possa sentirsi valorizzato e parte attiva della comunità».

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