VIDEO – Crotone, inaugurato nella sede di Sabir il Centro Anti Discriminazioni LGBT+
Un nuovo presidio di civiltà accende i riflettori sui diritti nel territorio crotonese. Ieri pomeriggio, i locali dell’associazione Sabir in viale Stazione 16 hanno ufficialmente aperto le porte al nuovo sportello del Centro Anti Discriminazioni (CAD) LGBT+. Si tratta di una tappa storica per la provincia, che colma un vuoto assistenziale e sociale durato fin troppo a lungo. L’iniziativa, tenuta a battesimo durante l’incontro partecipato “Diritti Open Space”, restituisce alla comunità non solo un punto di ascolto e tutela legale e psicologica, ma anche un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva contro ogni forma di marginalizzazione.
Con questa inaugurazione, la Calabria sale a quota tre presidi attivi sul territorio regionale, affiancando Crotone alle esperienze già consolidate di Cosenza e Reggio Calabria.
Una rete che si allarga contro l’isolamento
“Si avvertiva da tempo la necessità di un presidio come questo”, ha spiegato con forza Manuelita Scigliano, presidente di Sabir. L’associazione, da anni in prima linea nel supporto alle vulnerabilità sociali, amplia così un ecosistema di servizi che già conta sportelli di assistenza legale, psicologica, sanitaria e per migranti. Il nuovo CAD non sarà unicamente un ufficio di gestione delle emergenze o delle denunce. L’obiettivo dichiarato è quello di farne uno spazio vivo, permeabile, capace di ospitare attività formative, eventi culturali e dibattiti per scardinare i pregiudizi alla radice.
La frammentarietà dei servizi di supporto in una regione complessa come la Calabria è stata evidenziata anche da Silvio Cilento, coordinatore del CAD LGBT+ Cosenza, presente all’evento insieme al team composto da Rosaria Alessia Buffone, Giusi Tordo e Alessandra Lucanto. Cilento ha ricordato come l’omofobia e la transfobia non si manifestino solo attraverso l’aggressione verbale o fisica esplicita, ma si annidino silenziosamente nelle discriminazioni quotidiane in famiglia, sul posto di lavoro e nei contesti sociali. Da qui l’urgenza di moltiplicare i presidi fisici sul territorio. All’incontro ha preso parte anche Chiara Davoli in rappresentanza di Arci Red.
Le istituzioni fanno fronte comune
La nascita del centro ha registrato una significativa e compatta risposta da parte delle istituzioni locali, un segnale politico e sociale di non poco conto per il territorio. Tra i presenti:
- Dalila Venneri, assessora alle Politiche sociali del Comune di Crotone;
- Cataldo Maltese, consigliere provinciale in rappresentanza della presidenza della Provincia;
- I consiglieri comunali Anna Giulia Caiazza, Pamela Guidoni e Telemaco Pedace;
- Il commissario capo Giuseppe Arena, in rappresentanza della Questura di Crotone.
La forte sinergia tra terzo settore, amministrazione e forze dell’ordine rappresenta, nelle parole di Scigliano, la chiave di volta per strutturare una rete di protezione reale, sistematica e che non lasci indietro nessuno.
Cultura, cinema e riflessione globale
La giornata non si è esaurita nella pur importante cornice istituzionale. Dopo un momento conviviale — arricchito dal contributo della pizzeria “In” di Antonio Gerace — i locali di Sabir hanno ospitato la rassegna cinematografica internazionale “Queer Cinema for Palestine”.
L’evento è stato promosso in collaborazione con l’equipaggio di Intilaq+, un progetto e un’imbarcazione politica, transfemminista e decoloniale recentemente approdata nel porto di Crotone. La proiezione dei filmati ha aperto la strada a un intenso dibattito pubblico che ha visto la partecipazione attiva degli attivisti Caterina, Laura e Wasim. Al centro del confronto, il netto rifiuto di qualsiasi strumentalizzazione geopolitica delle identità di genere e dei diritti civili (il cosiddetto fenomeno del pinkwashing) per giustificare l’occupazione militare e le violenze nei territori palestinesi. Una discussione complessa e necessaria, che dimostra come il nuovo spazio di viale Stazione sia già diventato un crocevia di riflessione globale e locale.





