Urban Trekking Story, Crotone e Scalea riscoprono i loro centri storici camminando
Archeologi e ingegneri guidano cittadini e visitatori tra vicoli e piazze: «La memoria diventa progetto per il futuro».
CROTONE — I centri storici di Crotone e Scalea tornano a essere raccontati passo dopo passo. È l’obiettivo di Urban Trekking Story, il percorso di valorizzazione del patrimonio storico e culturale calabrese promosso dalle associazioni Psiko Ambiente Regeneration (PAR) e Astarte E.T.S., che nei mesi scorsi ha fatto tappa a Crotone e che il 10 ottobre ha portato i partecipanti tra le vie del borgo di Scalea.
L’iniziativa unisce cammino, archeologia e architettura, trasformando i centri storici in un laboratorio a cielo aperto. A guidare l’esplorazione sono stati l’archeologo Domenico De Presbiteris e l’ingegnere Michele Pietro Pio Gerace, chiamati a offrire chiavi di lettura sulle trasformazioni del territorio e sulle testimonianze lasciate dalle diverse epoche.
«Camminare attraverso i vicoli, le piazzette e le antiche porte urbiche attiva una forma di apprendimento unico, che psicologi e geografi chiamano conoscenza incarnata», spiega De Presbiteris. «Il ritmo lento permette di notare la pendenza di una strada, una scalinata, i portali dei palazzi, la strettezza di un vicolo. Calpestare gli stessi ciottoli e vedere la città dalla stessa altezza di chi ci viveva secoli fa genera un’empatia che connette il visitatore di oggi all’abitante di ieri, e crea quel rispetto per il passato che stiamo dimenticando».
Il tema della conoscenza si intreccia così con quello della tutela. «Non possiamo prenderci cura di ciò che non conosciamo, né valorizzare ciò di cui non comprendiamo il valore», sottolinea Gerace. «Riscoprire un edificio, una piazza o un vicolo significa rafforzare il legame con il territorio e il senso di appartenenza. La tutela non riguarda solo il restauro: parte dalla consapevolezza dei cittadini e dal rispetto degli spazi comuni».
Un centro storico curato, accessibile e vissuto, aggiunge l’ingegnere, «non è soltanto un luogo più bello, ma uno spazio capace di favorire le relazioni sociali, promuovere la cultura e creare opportunità di sviluppo». L’esperienza dell’Urban Trekking dimostra, in questa lettura, che per riscoprire un luogo non servono sempre grandi interventi: «Basta fermarsi, camminare, ascoltare e imparare a guardarlo in modo diverso. La vera sfida è trasformare la conoscenza in responsabilità e la memoria in un progetto per il futuro».





