Lotta alle ecomafie e alla criminalità organizzata: confisca definitiva di un immobile per oltre 300mila euro a Isola di Capo Rizzuto
CATANZARO – Un nuovo e duro colpo al patrimonio della criminalità organizzata nel Crotonese. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto emanato dal Tribunale del capoluogo calabrese, ormai divenuto definitivo a seguito della conferma in sede di Appello, che dispone la confisca irrevocabile di un immobile dal valore stimato di circa 300.000 euro nel comune di Isola di Capo Rizzuto.
Al centro del provvedimento di prevenzione patrimoniale figura uno stabile articolato su tre livelli, adibito sia ad abitazione privata sia a sede di attività commerciali. Il bene è risultato riconducibile a Luigi Raso, soggetto già condannato per i reati di usura ed estorsione, entrambi aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso, ed emerso con un ruolo di rilievo nelle maglie della maxi-inchiesta denominata “Malapianta”.
A incastrare Raso sono state le minuziose indagini economico-patrimoniali condotte dagli specialisti del G.I.C.O. (Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) dei finanzieri catanzaresi. Gli accertamenti sulle banche dati hanno infatti evidenziato un’evidente e marcata sproporzione tra il tenore di vita, i redditi leciti dichiarati al fisco e gli effettivi investimenti immobiliari sostenuti negli anni.
Oltre all’espropriazione definitiva del patrimonio immobile, la magistratura ha confermato anche le misure di prevenzione personali atte a contenere la pericolosità sociale. Per Luigi Raso è scattata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni. La medesima misura della sorveglianza speciale, con durata fissata a due anni, è stata applicata nei confronti del figlio, anch’esso definitivamente condannato per la medesima vicenda usuraia.



