Al Liceo Telesio di Cosenza il Teatro Diventa Cura: “Ragazzi Interrotti” Rompe il Silenzio sul Disagio Giovanile
COSENZA – Un’aula magna trasformata in palcoscenico per raccontare la fragilità e trasformarla in forza. Si è tenuto al Liceo Classico “Bernardino Telesio” l’evento “Ragazzi Interrotti”, un’intensa mattinata di teatro e riflessione dedicata al tema del disagio mentale in età evolutiva, dal ritiro sociale dei cosiddetti Hikikomori al dramma del cyberbullismo.
Nato dalla collaborazione tra l’istituto e la Cooperativa Sociale Crisalide, l’evento ha visto la partecipazione attiva di esperti, docenti e, soprattutto, degli studenti, immersi in un silenzio carico di emozione, rotto solo da scroscianti applausi. Sul palco, la neuropsichiatra Dora D’Epiro e la socia Emanuela Normanno hanno portato la voce della cooperativa, ringraziando la professoressa Gemma Mazzarelli e la vicaria Maria Pia Domanico per aver reso possibile l’incontro.
La giornata si è focalizzata sulla “metamorfosi del dolore”, mostrando come l’arte possa diventare un potente strumento terapeutico. Un concetto ribadito dal Centro di Solidarietà “Il Delfino”, che ha presentato il progetto “FOCUS ON YOUR GOAL”, un’iniziativa che offre percorsi riabilitativi a minori con dipendenze attraverso laboratori di arte, musica e natura. “L’obiettivo è arrivare ai giovani con una modalità diversa”, ha spiegato lo psicologo Cristian Conforti, lanciando un appello diretto ai ragazzi: “Contattateci, non siete soli”.
Un messaggio di unione amplificato dalle note musicali curate dalla professoressa Patrizia Pisciotta, che ha sottolineato come l’armonia di un’orchestra sia la metafora perfetta della vita: “Insieme è meglio che soli”.
Due i momenti di maggiore impatto emotivo. Prima, la rappresentazione dell’autoreclusione volontaria: una madre che bussa alla porta chiusa del figlio, ricevendo in cambio solo il silenzio di chi ha scelto l’isolamento come scudo. Poi, la storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne vittima di cyberbullismo per dei pantaloni rosa, la cui umiliazione, amplificata da una pagina Facebook, lo ha condotto a un tragico epilogo. La risposta del palco è stata un’immagine potentissima: tutti i protagonisti in un “girotondo di speranza” con i pantaloni rosa, sulle note di “Sogna ragazzo sogna”.
“Il Telesio è da sempre una scuola sensibile a queste problematiche”, ha dichiarato il Dirigente Scolastico, ing. Domenico De Luca, ricordando l’impegno dell’istituto con progetti come lo psicologo a scuola e le Officine Teatrali Telesiane (O.T.T.), “che utilizzano il teatro come strumento di cura e comunicazione”.
Un impegno confermato dalla dottoressa Asia Carchidi, psicologa scolastica, che ha evidenziato un cambiamento culturale fondamentale: “I ragazzi non vedono più lo psicologo come un tabù, ma come uno spazio sicuro di ascolto. È fondamentale non chiudersi e trasformare il dolore in parola. Chiedere aiuto è il primo, coraggioso passo verso la guarigione”.
L’evento si è concluso con una domanda sospesa nell’aria, una sfida per l’intera comunità: chi stabilisce il confine tra normalità e disagio? E, soprattutto, siamo disposti a camminare accanto a chi quel confine lo ha dovuto attraversare, ricordando che dietro ogni crisi può nascondersi una farfalla pronta a volare?




