Catanzaro, al via “Strade di Velluto”: la street art che unisce inclusione e memoria storica
CATANZARO – Un filo di seta e colore per riannodare passato e presente, trasformando il centro storico in una galleria d’arte a cielo aperto. Nasce con questo spirito “Strade di velluto”, il nuovo progetto di street art inclusiva che sarà presentato venerdì 13 alle ore 15:00 presso la sede della cooperativa sociale Dedalo, in Piazza del Rosario 4. L’iniziativa, coordinata dall’artista di fama nazionale Massimo Sirelli, mira a valorizzare l’antica tradizione serica catanzarese attraverso il linguaggio contemporaneo dell’arte urbana, ponendo al centro l’inclusione sociale.
Il progetto, finanziato dalla Regione Calabria, vedrà come protagonisti giovani con sindrome di Down e autismo. Saranno loro, infatti, gli artefici di un laboratorio creativo finalizzato alla realizzazione di opere diffuse che andranno a impreziosire vicoli e piazze della città antica. Gli interventi artistici trarranno ispirazione diretta dalla gloriosa storia dei velluti di Catanzaro, che tra il XVI e il XVII secolo resero la città uno dei più importanti poli serici d’Europa, forgiandone l’identità economica e culturale.
Le opere creeranno un itinerario simbolico, un “filo di velluto” che guiderà cittadini e visitatori alla riscoperta dei luoghi legati a questa memoria storica, trasformando lo spazio pubblico in un museo diffuso e accessibile a tutti.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio Programma Nazionale METRO PLUS, che sostiene progetti del Terzo Settore capaci di innescare processi di partecipazione, inclusione e rigenerazione urbana.
Alla presentazione di venerdì interverranno, oltre a Massimo Sirelli, l’assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro, Donatella Monteverdi, e il legale rappresentante della cooperativa Dedalo, Guido Mignolli. L’incontro sarà anche un’occasione per le famiglie di conoscere gli educatori professionali che seguiranno i ragazzi nel percorso. A completare il pomeriggio, una delegazione di studenti del Liceo Siciliani-De Nobili curerà un approfondimento storico sulla tradizione della seta, testimoniando il dialogo tra generazioni che il progetto intende promuovere.
“Strade di velluto” si candida così a diventare un modello virtuoso di come l’arte possa farsi strumento di inclusione, partecipazione comunitaria e riscoperta delle radici più profonde di un territorio.




