Cultura

Il Rotaract Club all’Unical: “La democrazia si misura dalle condizioni delle carceri”

All’Università della Calabria un convegno su sicurezza sociale, cultura del diritto e la funzione rieducativa della pena, al centro dell’Articolo 27 della Costituzione.

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RENDE (CS) – L’Aula Tommaso Sorrentino dell’Università della Calabria è diventata il fulcro di un dibattito cruciale sul sistema penitenziario italiano. Con il convegno “Costituzione e detenzione: la funzione della pena nel sistema penitenziario moderno”, i giovani dei Rotaract Club di Cosenza, Amantea, Trebisacce, Acri e Unical hanno acceso i riflettori su una delle questioni più complesse del nostro ordinamento: come bilanciare la sicurezza sociale con il mandato rieducativo della pena.

Al centro della discussione, il principio scolpito nell’Articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Un principio che, come emerso durante l’evento, si scontra quotidianamente con le criticità del sistema attuale, dal sovraffollamento carcerario all’efficacia delle misure alternative.

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Dopo i saluti istituzionali del Consigliere Regionale Angelo Brutto e del Magnifico Rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, le relazioni di esperti hanno dato spessore al dibattito. Il Prof. Mario Caterini ha offerto una prospettiva accademica sull’evoluzione storica della pena, sottolineando la necessità di superare una visione della detenzione come mera “vendetta di Stato” per abbracciare pienamente la sua funzione riabilitativa.

Uno spaccato crudo e diretto sulla realtà intramuraria è stato offerto dall’Avv. Federico Ferraro, già Garante dei detenuti nel Comune di Crotone, che ha portato una testimonianza diretta sulle condizioni di vita negli istituti di pena calabresi. Insieme alla Dott.ssa Lucia Castellano, i relatori hanno analizzato temi concreti come l’importanza del reinserimento lavorativo quale principale antidoto alla recidiva.

L’iniziativa, promossa da Antonio De Marco, Gaetano Ragusa, Rosita Pizzi, Ciro Antonio Borrelli e Alessandro Leo in rappresentanza dei rispettivi club, e conclusa dall’intervento di Dino De Marco, Governatore del Distretto Rotary 2102, ha ribadito il ruolo fondamentale delle nuove generazioni nel sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti spesso relegati ai margini.

Portare la discussione sul carcere all’interno di un ateneo non è stato solo un esercizio accademico, ma un investimento concreto sulla cultura del diritto. L’evento ha lasciato ai presenti un messaggio chiaro: la qualità di una democrazia si misura anche, e forse soprattutto, dalla civiltà delle sue prigioni.

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