Cultura

Legno, radici e lingua Arbëreshë: a Pallagorio lezione di natura con Fili Meridiani

Un laboratorio creativo guida i bambini alla scoperta del legno, intrecciando ecologia, cultura e identità. Il progetto culminerà in un’opera collettiva per valorizzare il patrimonio linguistico locale.

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Prosegue il viaggio del Laboratorio Creativo in Natura di Fili Meridiani, che nel suo quarto appuntamento ha guidato i bambini della scuola primaria in un’esplorazione del legno, trasformando una lezione di scienze naturali in un’immersione profonda nelle radici culturali del territorio.

L’incontro si è aperto con un’analisi del materiale protagonista: il legno. I bambini hanno imparato a conoscerlo non solo come materia prima, ma come parte di un organismo vivente. Dalla struttura del tronco alla crescita silenziosa degli alberi, fino alla loro importanza ecologica, l’esplorazione ha unito l’osservazione scientifica alla dimensione sensoriale. Un’esperienza che, come sottolineato dalla guida ambientale e storyteller Alessandro Frontera, mira a “educare alla relazione”. “Il legno racconta una storia che parte dalle radici degli alberi e arriva fino alle radici culturali di una comunità”, ha spiegato Frontera. “Quando un bambino comprende questo legame, inizia a sviluppare uno sguardo più responsabile verso il mondo”.

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Un aspetto fondamentale del laboratorio è stata l’integrazione con la lingua arbëreshë. I partecipanti hanno appreso i nomi degli alberi e del legno nella lingua locale, rafforzando il legame indissolubile tra ambiente e patrimonio immateriale. “Integrare la lingua arbëreshë in un contesto di educazione ambientale significa restituirle il suo spazio vitale”, ha commentato Stefania De Masi, referente per la valorizzazione della cultura arbëreshë. “Non è un elemento folklorico, ma uno strumento vivo che permette ai bambini di riconoscersi in una storia collettiva”.

La seconda parte dell’attività ha visto i bambini impegnati in un progetto creativo inserito nella rassegna curata dalla professoressa Cettina Mazzei. I giovani partecipanti hanno dipinto delle lettere in legno che andranno a comporre la “poesia delle campane che parlano arbëreshë di Pallagorio”, un’opera collettiva che unisce manualità, creatività e identità.

“L’esperienza pratica consente a ogni bambino di partecipare secondo le proprie possibilità, valorizzando le differenze”, ha aggiunto Raffaella Bossio, referente per l’area educativa. “Lavorare su una materia concreta come il legno aiuta a comprendere concetti complessi come il tempo, la cura e la responsabilità in modo accessibile”.

L’iniziativa, coordinata da Rosanna Panebianco con il supporto dell’attivista culturale Rosina Marra, è stata salutata come un importante momento di incontro e inclusione per la comunità. Un progetto che dimostra come educare alla natura, partendo dai più piccoli, significhi costruire il futuro, intrecciando ambiente, cultura e comunità in un unico cammino di crescita condivisa.

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