Risate e riflessioni con la comicità partenopea di “Io, Alfredo e Valentina”
LAMEZIA TERME, 11 aprile 2026 – Il sipario del Teatro Grandinetti si è alzato su un nuovo appuntamento del Vacafest26, la rassegna inserita nel cartellone dei Teatri della Magna Grecia, sotto la direzione artistica di Nico Morelli ed Ercole Palmieri. Protagonista della serata è stata la commedia “Io, Alfredo e Valentina”, un’opera brillante che ha saputo mescolare con maestria la comicità degli equivoci a una profonda riflessione sulla natura dei sentimenti e del pregiudizio.
Per un’ora e tre quarti, la platea è stata trascinata in una girandola di situazioni paradossali e dialoghi serrati. La vicenda si sviluppa attorno ad Alfredo, appena lasciato dalla sua amante, che cerca conforto nell’amico fraterno Federico. Le sue lacrime ininterrotte, tuttavia, innescano una catena di esilaranti malintesi: nel condominio, e persino agli occhi della sorella di Federico, Maria, inizia a diffondersi la voce che tra i due uomini ci sia un legame ben più profondo di una semplice amicizia. La scenografia, un accogliente appartamento che diventa teatro di un continuo viavai di personaggi, fa da cornice perfetta a questa commedia degli errori, garantendo risate continue.
A guidare la macchina scenica è un eccellente Sasà Palumbo, che si destreggia con abilità nel doppio ruolo di regista e attore. La sua interpretazione è il perno di una narrazione dai ritmi comici impeccabili, supportata da un cast affiatato e di grande verve: Antonella Romano, Stefania Quintavalle, Alberto Pagliarulo, Ciro de Luise, Franco Tortora, Rosa Cece, Luca Palumbo, Enrico Ricci, Nicola Somma ed Elisabetta Fulgione. L’intesa corale tra gli attori si è rivelata l’ingrediente segreto del successo della rappresentazione.
Al termine dello spettacolo, smessi i panni dell’attore, Sasà Palumbo ha voluto condividere con il pubblico il messaggio sotteso alla commedia. L’espediente narrativo del finto equivoco diventa un invito a interrogarsi sulla diversità e sulla rapidità con cui la società tende a giudicare ciò che non rientra in schemi predefiniti. Perché, sembra chiedere la pièce, l’amore deve essere incasellato? Lo spettacolo sottolinea come la condanna della diversità sia spesso frutto dell’ignoranza e come l’amore, in tutte le sue forme, meriti incondizionato rispetto.
Una serata di grande teatro, che ha lasciato il pubblico del Grandinetti arricchito e con il cuore più leggero.




