Catanzaro Pride 2026: la prima volta storica del capoluogo che colora la Calabria dei diritti
L’appuntamento è fissato. L’8 agosto 2026, le onde dello Ionio faranno da sfondo a un evento senza precedenti: il lungomare di Catanzaro Lido si colorerà per il primo Pride nella storia del capoluogo calabrese. Non sarà una semplice sfilata. Si tratta dell’unica manifestazione regionale dell’orgoglio LGBTQIA+ prevista per quest’anno in Calabria, un territorio in cui la bellezza del paesaggio contrasta ancora troppo spesso con sacche di pregiudizio radicato e invisibilizzazione sociale. La sfida è aperta.
Un’onda sul lungomare: il percorso e i protagonisti
La parata si snoderà lungo la costa del quartiere Lido, trasformando la passeggiata marina in un palcoscenico di rivendicazione politica e festa. Il corteo culminerà nella cornice del porto di Catanzaro Lido. Qui, la voce della comunità si farà sentire attraverso interventi di attivisti locali, testimonianze di vita e ospiti di rilievo nazionale. A guidare le danze in veste di madrina ci sarà l’energia travolgente di Priscilla, celebre drag queen e icona del movimento.
Ma dietro i colori e la musica batte un cuore politico rigoroso. Il manifesto politico dell’evento parla chiaro: si tratta di un Pride esplicitamente transfemminista e intersezionale. Libertà, partecipazione attiva e inclusione radicale sono le direttrici di un documento che rifiuta le logiche di facciata e mira a scardinare le discriminazioni sistemiche. Non si parla solo di orientamento sessuale, ma di convergenza delle lotte contro ogni forma di oppressione.
La rete dell’inclusione: quando le istituzioni incontrano il basso
Nessuna rivoluzione nasce nel vuoto. Questo storico traguardo è il frutto di un percorso di convergenza che ha visto dialogare attivamente l’amministrazione comunale di Catanzaro con l’Arci (sia a livello regionale che locale), affiancati da storici presidi di democrazia e diritti come la CGIL, Libera e l’ANPI. Una sinergia capillare, nata dal basso, capace di unire l’attivismo di strada alla responsabilità istituzionale.
Per Palazzo De Nobili, l’evento rappresenta la concretizzazione di un modello politico preciso. La giunta comunale ha rivendicato questa scelta anche su palcoscenici globali, come il forum internazionale Leaders for Change, proponendo Catanzaro come un laboratorio di “città inclusiva”. In una regione dove la violenza omolesbobitransfobica e l’isolamento sociale restano minacce concrete, la risposta del capoluogo vuole essere strutturale, non episodica. Un segnale di rottura con il passato.





