Il Parco della Sila diventa un “Living Lab”: al via il progetto europeo FORbEST per la salvaguardia delle foreste
L’altopiano calabrese è stato scelto come uno dei sei laboratori di innovazione a cielo aperto in Europa per sviluppare nuove strategie di gestione sostenibile, tutela della biodiversità e lotta al cambiamento climatico.
LORICA (CS) – Il Parco Nazionale della Sila si trasforma in un’aula di ricerca a cielo aperto, diventando un “Living Lab” ufficiale nell’ambito del prestigioso progetto internazionale Horizon Europe FORbEST. Il 7 maggio, un team di scienziati internazionali ha dato il via alle attività sul campo, consacrando l’area protetta calabrese come un hub strategico per il futuro delle foreste europee.
L’iniziativa, presentata lo scorso febbraio, vede la collaborazione tra l’Ente Parco, il Raggruppamento Biodiversità dei Carabinieri Forestali (CUFAA) e l’Accademia Italiana di Scienze Forestali, con il coordinamento scientifico affidato al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università della Tuscia.
I “Living Labs” sono ambienti di innovazione dove ricerca scientifica, gestione del territorio e comunità locali si incontrano per trovare soluzioni concrete alle sfide ambientali. In Sila, l’obiettivo è duplice: proteggere la straordinaria biodiversità e gli stock di carbonio nelle riserve integrali e, allo stesso tempo, promuovere un uso sostenibile e pianificato delle risorse forestali nelle altre aree del Parco.
Il laboratorio silano è uno dei sei casi di studio di una rete che si estende dall’Ungheria alla Finlandia, fino alla Thailandia. Nello specifico, i ricercatori si concentreranno sulla Riserva Naturale Biogenetica Gariglione-Pisarello e su altre aree della Riserva della Biosfera (MAB-UNESCO) “Sila”. Qui verranno condotti monitoraggi avanzati sulle faggete vetuste e sui boschi misti di abete bianco, ecosistemi di inestimabile valore ecologico.
“Questa iniziativa conferma il ruolo di primo piano del Parco Nazionale della Sila nel quadro nazionale e internazionale come centro di ricerca forestale, conservazione della biodiversità e sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile delle aree protette”, ha dichiarato il Direttore del Parco, l’architetto Ilario Treccosti, accogliendo il gruppo di ricerca.
Il progetto FORbEST, della durata di quattro anni, non si limiterà a produrre dati scientifici, ma punta a elaborare modelli di pianificazione e gestione del territorio che possano essere replicati in altri contesti, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati a livello globale. Un’occasione unica per la Sila di contribuire attivamente alla mitigazione e all’adattamento climatico, coinvolgendo direttamente le comunità che vivono e lavorano nel Parco.





