Il TAR rinvia la decisione al 6 Maggio per il Ricorso di Via Israele a Crotone e Dispone Verifiche – Nessuna Sospensiva per i Lavori
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria ha rinviato al prossimo 6 maggio 2026 la decisione sul ricorso presentato da alcuni cittadini e dal Comitato Tufolo-Farina contro la realizzazione di 24 alloggi di edilizia sociale in Via Israele. Pur posticipando il verdetto finale, i giudici non hanno decretato alcuna sospensione dei lavori, disponendo invece due specifici approfondimenti istruttori per fare piena luce sulla vicenda.
Nel dettaglio, il TAR ha ordinato una consulenza tecnica per chiarire due aspetti fondamentali. In primo luogo, un docente di urbanistica dell’Università degli Studi di Reggio Calabria sarà incaricato di definire con esattezza la destinazione urbanistica dell’area interessata dal progetto. In secondo luogo, il responsabile tecnico del Comune di Crotone dovrà effettuare una misurazione precisa della consistenza delle due particelle catastali su cui sorgerà il nuovo insediamento.
Elemento cruciale del provvedimento è la mancata sospensione degli effetti degli atti impugnati. Ciò significa che l’iter per la cantierizzazione può procedere. L’unica prescrizione immediata imposta dal TAR, già prevista dall’amministrazione, è quella di garantire la disponibilità di un’area di 1.718 metri quadrati da destinare a finalità di protezione civile, come area di attesa per la popolazione in caso di emergenza.
Sulla decisione è intervenuto il sindaco Vincenzo Voce, che ha accolto con favore la scelta del Tribunale. «Ritengo assolutamente favorevole l’approfondimento istruttorio commissionato dal TAR al fine di giungere al più presto ad un chiarimento giudiziario di questa vicenda», ha dichiarato il primo cittadino. «L’amministrazione ha operato sul presupposto di una piena legalità della propria azione, salvando un finanziamento di diversi milioni di euro con l’obiettivo di consentire a tanti cittadini in difficoltà di godere del diritto ad un’abitazione dignitosa. È quanto mai opportuno che la legalità di tale processo venga certificata dagli organi di giustizia amministrativa».

