Viola la sorveglianza speciale: noto pregiudicato finisce di nuovo in manette a Gioia Tauro
Un uomo di 45 anni, originario di Rosarno e con un passato giudiziario di notevole spessore, che include una condanna definitiva per associazione di tipo mafioso, è stato nuovamente tratto in arresto dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro. L’accusa è quella di aver violato le prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale a cui era sottoposto.
Il fermo è avvenuto nel corso di un ordinario servizio di pattugliamento del territorio, finalizzato al controllo della circolazione e alla prevenzione dei reati. Lungo la Strada Statale 18, l’attenzione dei militari è stata catturata da un’autovettura la cui andatura anomala e incerta ha destato immediati sospetti. La pattuglia ha quindi deciso di procedere con un controllo più approfondito, affiancando il veicolo e intimando l’alt al conducente.
Una volta fermato, il 45enne, volto già noto alle forze dell’ordine, ha manifestato un palese stato di agitazione. Nel maldestro tentativo di eludere le verifiche, ha dichiarato ai militari di non essere più gravato da alcuna misura restrittiva della libertà personale. Tuttavia, gli accertamenti rapidi e puntuali effettuati tramite la centrale operativa hanno immediatamente smentito la sua versione dei fatti, confermando che l’uomo era invece destinatario della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con un preciso obbligo di soggiorno nel comune di Rosarno.
La sua presenza nel territorio di Gioia Tauro configurava, pertanto, una flagrante e ingiustificata violazione delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria. Un comportamento peraltro recidivo, dato che il soggetto, per la medesima infrazione, era già stato arrestato in ben due occasioni nel corso dell’anno precedente, dimostrando una chiara noncuranza per le misure a suo carico.
Di fronte all’evidenza dei fatti, i Carabinieri lo hanno dichiarato in stato di arresto per inosservanza degli obblighi inerenti alla misura di prevenzione. L’Autorità Giudiziaria di Palmi, informata tempestivamente dell’accaduto, ha disposto che l’uomo fosse tradotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del giudizio di convalida.
È opportuno sottolineare che il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Di conseguenza, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino all’emissione di una sentenza di condanna definitiva.

