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VIDEO – Da numero a nome: una lapide per il piccolo Alì, vittima di Cutro. L’appello della famiglia: “Sono esseri umani”

Crotone – Non è più solo un numero su un freddo rapporto ufficiale. Da oggi, Mohammad Sina Hoseyni, il “piccolo Alì”, ha il suo nome inciso su una lapide di marmo nel cimitero di Crotone. Una cerimonia toccante ha restituito dignità e identità a uno dei bambini simbolo della tragica notte del 26 febbraio 2023, quando l’imbarcazione “Summer Love” si spezzò a pochi metri dalla costa di Steccato di Cutro.

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Alla commemorazione erano presenti i familiari delle vittime, alcuni dei quali hanno viaggiato dalla Germania, dove riposa la madre del bambino, per assistere a questo momento di ricordo. Un dolore composto che si è trasformato in un potente appello pubblico lanciato dalla famiglia Marechi.

“Oggi non stiamo parlando solo di numeri, ma di esseri umani”, hanno dichiarato con voce ferma. “Questi migranti sono fuggiti dalla guerra, dalla povertà, dall’insicurezza e dalla disperazione. Non erano in cerca di un’avventura o di una vacanza, ma lottavano semplicemente per sopravvivere”.

Le loro parole si sono poi rivolte direttamente alle autorità politiche, con una richiesta chiara e ineludibile: “Aprite gli occhi e assumetevi la responsabilità di politiche migratorie che salvino vite umane, invece di spingerle verso la morte”. Un monito affinché tragedie come quella di Cutro non si ripetano e affinché ogni vita persa venga ricordata non come una statistica, ma come una storia interrotta.

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